
La verità sull’Oliva Ascolana che va a Lione con la Tav (ma manco arriva a San Benedetto)
Pubblichiamo questo articolo per dimostrare quante banalità, inesattezze e malafede si celano dietro alla mobilitazione dei Si Tav, che si fregiano di coinvolgere sindaci di altri territori (che nulla vedranno in termini di benefici con la Torino Lione)…per poi dimostrare quanto sia tutto condito da pura ideologia e campagna elettorale!

da Piceno Oggi – Non esistono oggi collegamenti ferroviari con treni merci né da Ascoli verso la costa né a San Benedetto; i produttori utilizzano soltanto corrieri merci. Inoltre per le spedizioni delle olive all’estero difficilmente si ricorre al prodotto fresco. Ben altri sono i problemi della logistica e del trasporto nel Piceno.
ASCOLI PICENO – Le parole pronunciate dal sindaco di Ascoli Guido Castelli a Torino, alla manifestazione Sì Tav dello scorso 12 gennaio, a favore delle videocamere della trasmissione di Rai Uno “Porta a Porta”, hanno innescato un dibattito che, come al solito in epoca social, sfocia spesso nell’ironia.
“Se un’oliva tenera ascolana vuole arrivare a Lione ha bisogno di arrivarci presto, bene, e a condizioni economiche ridotte” le parole di Castelli. Ora, ricordando che l’opera Tav riguarda appunto il trasporto merci da Torino a Lione e viceversa, le stime parlano di un risparmio di tempo di trasporto, in caso di costruzione dell’opera, variabile tra 20 e 40 minuti.
L’OLIVA ASCOLANA NON ARRIVA NEANCHE A SAN BENEDETTO Non sappiamo se la cosa suonerà strana al primo cittadino ascolano, ma occorre informare tutti i lettori che al momento la spedizione via treno di qualsiasi tipo di merce, Oliva Tenera Ascolana Dop compresa, è impossibile da Ascoli Piceno.
Infatti, oramai da molti anni, il traffico merci sulla tratta Ascoli-San Benedetto è di fatto inesistente per decisione espressa di Trenitalia. Alla pagina Ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto su Wikipedia, che non è la Bibbia ma è una ulteriore dimostrazione da quel che sappiamo per conoscenza fattuale, leggiamo: “L’attivazione della trazione elettrica ha coinciso con l’eliminazione degli ultimi raccordi, alcuni dei quali allora recenti, che ha di fatto sancito la soppressione del traffico merci sulla linea. Tale iniziativa ha subìto critiche, in conseguenza del fatto che proprio l’assenza della trazione elettrica era stata fino ad allora indicata quale concausa per il mancato rilancio di questo tipo di traffici“. A tal proposito vengono citati la Circolare Territoriale 8 del 2013 della Direzione Territoriale Produzione di Ancona di Rfi e un articolo di Attilio Di Iorio intitolato “Ascoli Piceno diventa elettrica“, pubblicato nel periodico “I Treni” numero 361 nell’estate 2013 (dalla pagina 16 alla pagina 19).
“Se un’oliva tenera ascolana vuole arrivare a Lione ha bisogno di arrivarci presto, bene, e a condizioni economiche ridotte”
Dice così il sindaco di Ascoli Piceno arruolato dai Sitav alla manifestazione elettorale del 12 gennaio…peccato che la spedizione via treno di qualsiasi tipo di merce, Oliva Tenera Ascolana Dop compresa, è impossibile da Ascoli Piceno perché il traffico merci sulla tratta Ascoli-San Benedetto è di fatto inesistente per decisione espressa di Trenitalia.
Magari il sindaco dovrebbe occuparsi seriamente di questo!Pubblichiamo questo articolo per dimostrare quante banalità, inesattezze e malafede si celano dietro alla mobilitazione dei Si Tav, che si fregiano di coinvolgere sindaci di altri territori (che nulla vedranno in termini di benefici con la Torino Lione)…per poi dimostrare quanto sia tutto condito da pura ideologia e campagna elettorale!👇
https://www.notav.info/post/la-verita-sulloliva-ascolana-che-va-a-lione-con-la-tav-ma-manco-arriva-a-san-benedetto/Pubblicato da Notavinfo Notav su Venerdì 18 gennaio 2019
MA ANCHE SAN BENEDETTO I TRENI MERCI NON CARICANO PIÙ E questo ormai da vent’anni. Lo stesso dicasi per la stazione di Porto d’Ascoli. A San Benedetto la zona utilizzata in passato per il carico merci era quella che ormai da decenni viene utilizzata come parcheggio di fianco alla stazione ferroviaria. Dunque non solo il malcapitato produttore di Olive Ascolane non ha più a disposizione lo scalo di Ascoli o Castel di Lama per caricare il prodotto gradito dai lionesi, ma neppure quello di San Benedetto. Non ci addentriamo oltre.
QUANTO TEMPO Nella giornata di domani, venerdì 18 gennaio, il treno passeggeri più rapido che collega Ascoli a Torino parte alle 6.30 e arriva alle 13.41: tempo impiegato 7 ore e 11 minuti. Da Torino a Lione il sito oui.sncf dà come collegamento più rapido (e anche compatibile con l’arrivo delle nostre Olive Ascolane a Torino) il treno che parte alle 16.11 a Porta Susa e arriva a Lione alle 20.28 (tempo di percorrenza 4 ore e 11 minuti). Dunque un passeggero per arrivare da Ascoli a Lione impiegherebbe il 18 gennaio 13 ore e 58 minuti.
Nel caso esistesse un trasporto merci da Ascoli a Lione, fatte salve eventuali differenze di orario rispetto ai passeggeri, con la Tav si stima un risparmio tra venti e quaranta minuti: dunque nell’ipotesi più positiva le nostre Olive arriverebbero a Lione in 13 ore e 18 minuti.
MA COME VENGONO SPEDITE LE OLIVE ASCOLANE IN ITALIA E ALL’ESTERO? Per non sbagliare abbiamo ascoltato alcuni produttori di Oliva Tenera Ascolana. Il tutto riferito alle olive ripiene, appetitoso motivo di vanto dell’enogastronomia ascolana.
“Il prodotto fresco ha una durata di 10-11 giorni, mentre il congelato ha una vita di commercializzazione di un anno – ci hanno spiegato – Noi spediamo a Eataly, a Torino o Bologna e ci rivolgiamo a ditte attrezzate per il trasporto, ovviamente su gomma. Per le distanze più grandi inviamo prodotto congelato, per quelle minori usiamo spesso il prodotto fresco, come per le spedizioni a Roma o in Umbria. Il tutto sempre tramite corrieri su strada specializzati. In treno no, non spediamo nulla“.
“Per quanto riguarda l’estero – continua – Abbiamo esportato il prodotto anche a Londra e in Germania. Rileviamo che rispetto a qualche anno fa si dimostra maggiore interesse e curiosità rispetto al prodotto”.
CONCLUSIONI Al momento non risulta possibile spedire merci da Ascoli o San Benedetto; nel giorno in cui fosse possibile e la Tav si facesse, ad ogni modo, difficilmente ciò consentirebbe un acquisto di prodotto fresco. Non cogliamo, dunque, alcun vantaggio dalla realizzazione della Tav per la produzione di Oliva Tenera Ascolana dalla realizzazione della Tav.
Certo che il sindaco Castelli può essere favorevole all’opera in questione; sarebbero tuttavia auspicabili, proprio per garantire quella diffusione di prodotti ascolani di cui ha parlato il sindaco, ben altri investimenti, non esotici ma molto prossimi:
a) il ripristino del traffico merci sull’Ascoli-San Benedetto;
b) il collegamento del Centro Agroalimentare Piceno con la ferrovia Ascoli-San Benedetto, in modo che le produzioni in loco possano essere spedite via treno e non solo per gomma;
c) un collegamento ferroviario Ascoli-Roma, passeggeri ma eventualmente anche merci.
Su questi punti il nostro giornale sarà pronto a battersi e a sostenere i nostri rappresentanti. Il tutto per evitare che il Piceno diventi “l’estremo est d’Italia”.
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