Jacopo notav dai domiciliari
Da oggi sono agli arresti domiciliari, mi è stato notificato questa mattina. Dopo l’arresto avvenuto a settembre durante una passeggiata notturna al cantiere di Chiomonte (e dopo quattro giorni in carcere) il giudice per le indagini preliminari aveva disposto per me e gli altri sette l’obbligo di dimora nel comune di residenza, la firma quotidiana al commissariato e il rientro notturno (dovevo stare in casa tra le 20 e le 7). Per quattro mesi ho vissuto ogni giorno sotto la pesantezza di queste misure cautelari. Evidentemente tutto questo non bastava, il pm Rinaudo ha fatto ricorso e ora mi trovo a non poter più uscire di casa.
La cosa più fastidiosa è se questa storia dovessero impedirmi di portare avanti il dottorato. Per me ora sarà molto difficile frequentare il dipartimento nel quale lavoro. Inoltre quest’anno accademico sarei dovuto andare a svolgere un periodo di ricerca all’estero… ci sarà da lottare anche per questo?
Quando si tratta di manifestazioni No Tav (e non solo…) abbiamo imparato ad aspettarci di tutto. Forse ciò che spaventa è la possibilità concreta che una lotta popolare faccia saltare quello che per qualcuno è un goloso affare per intascarsi denaro pubblico. O che possa essere un esempio per tante altre situazioni di lotta contro i soprusi e le ingiustizie. Ripeto un’ovvietà: se lo stato italiano non spendesse quei soldi (13 miliardi di euro!) in un’opera inutile come la Torino-Lione si potrebbero finanziare forme di sostegno per chi è difficoltà a causa della crisi, l’abbassamento delle tasse, l’istruzione, la sanità, la ricerca…
La situazione che sto vivendo è comune a tanti che lottano per i diritti e la dignità di tutti. Per il loro impegno nei momenti di lotta molte persone negli ultimi tempi sono state colpite da misure cautelari che le recludono in casa o in carcere, le allontanano dai luoghi in cui hanno amici e famiglia, in cui lavorano, studiano e persino dalle città in cui abitano. E nella maggior parte dei casi questo avviene senza che un processo sia giunto al termine (nemmeno iniziato…).
Un abbraccio a chi è sotto misure e a tutti quelli che stanno esprimendo la loro solidarietà!
Sempre NO TAV
Jacopo
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