IO STO CON MAYA! Martedì 16 marzo ore 9.30 presidio sotto il Tribunale

Il 16 Marzo Maya dovrà comparire in tribunale per l’udienza relativa ai fatti accaduti la notte tra l’8 e il 9 Giugno 2017 (Maya, 19 anni No Tav picchiata dalla polizia) con la sola accusa di oltraggio a pubblico ufficiale, trovandosi ad affrontare un processo che, in maniera molto più che paradossale, la vedrà coinvolta sia come parte lesa che come imputata.
Ricordiamo che inizialmente era stata denunciata per violenza, resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e per porto d’armi (a causa di 6 chiodini da muro). È quindi evidente come il castello di accuse creato nei suoi confronti stia vacillando, rivelando il grottesco tentativo di inficiare la denuncia coraggiosamente fatta il giorno dopo il pestaggio.
Maya è una ragazza che da anni si spende nelle vie cittadine di Torino come sui sentieri della nostra Valle a fianco delle persone che rischiano di rimanere per strada a causa di uno sfratto, che non rimane indifferente davanti alle problematiche sociali e ambientali e che ha deciso di difendere questa Valle dalla devastazione che continuamente colpisce i nostri territori. Insieme abbiamo percorso i sentieri della Val Clarea e abbiamo vissuto il Presidio permanente dei Mulini che quest’estate è stato attraversato da tantissimi e tantissime giovani e continua a vivere grazie a persone come lei, che ci mettono il cuore.
Il poliziotto che le ha sferrato un pugno nell’occhio durante il fermo in commissariato dovrà invece rispondere dell’accusa di lesioni, con l’aggravante di aver commesso il fatto “con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione”. Ci teniamo a sottolineare che seppur in maniera circoscritta, è stata riconosciuta la violenza commessa dal poliziotto. Nonostante la presenza di un video delle telecamere interne della caserma di Via Tirreno che mostra in maniera lampante le violenze inferte a Maya, quest’esito non era per nulla scontato.
In Valsusa conosciamo bene la violenza degli uomini e delle donne in divisa e la conosciamo anche sui nostri corpi. Siamo state picchiate, ci hanno rotto il naso, ci hanno molestate e insultate per aver difeso la nostra terra e conosciamo molto bene anche le modalità di interrogatorio a cui sono sottoposte le donne che decidono di sporgere denuncia e rendere pubbliche le violenze subite, soprattutto quelle delle forze dell’ordine. Ma non è finita qui, negli ultimi anni la polizia ha cercato più volte di vendicarsi su Maya; lo hanno fatto quando l’hanno successivamente incontrata alle iniziative, insultandola e cercando di umiliarla e intimidirla (Maya provocata e spintonata dalla digos alla contestazione dei no tav).
Sappiamo bene che la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale e che caserme e commissariati non ne sono certo immuni ma, al contrario, sono luoghi in cui questa violenza viene reiterata e perpetrata dalle stesse forze dell’ordine abusando della propria posizione di potere e di impunità.
Ancora una volta quindi ci troviamo davanti a tentativi da parte di Magistrati e Polizia di nascondere sotto il tappeto tutto il marcio che si trova nelle caserme e di archiviare qualunque denuncia renda pubblico l’operato violento delle forze dell’ordine e ancora una volta, purtroppo, assistiamo al tentativo di giustificare la violenza su una donna, come a dire che in qualche modo se l’è cercata.
Il 16 marzo Maya non sarà sola, saremo insieme a lei perché non venga archiviata la responsabilità della violenza che un poliziotto ha inflitto su una giovane donna.
Il 16 marzo parteciperemo al presidio al Tribunale perché noi stiamo con Maya e questa violenza non l’accettiamo, la ribaltiamo, saremo a Torino per sostenere e portare tutta la nostra solidarietà a una compagna generosa e determinata che da molti anni ormai ha fatto della lotta No Tav la sua lotta.
Leggi anche

Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”. Il terminal è interessato […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]
