
In Val di Susa va di nuovo in scena il teatro dell’assurdo
Condividiamo, di seguito, un testo apparso nei giorni scorsi sul sito https://www.dolcevitaonline.it/ in cui troviamo un’analisi attenta della fase che stiamo vivendo in questo momento in Valsusa.

Mentre in tutta Italia impazza da oltre un anno l’epidemia di Covid, con il suo carico sempre più pesante di vittime, restrizioni della libertà personale e devastazione del tessuto economico, mentre (ipocritamente) si celebra con grande enfasi la Giornata Mondiale della Terra, mentre il neonato governo Draghi conia (ancora più ipocritamente) perfino un ministero, quello della Transizione ecologica, dedicato alla difesa dell’ambiente, in Val di Susa lo Stato italiano continua a mettere in atto l’unica logica che in tutta evidenza conosce, quella della devastazione dei territori e della vessazione dei cittadini che hanno la sventura di vivere all’interno di essi.
In Val di Susa, sull’altare del Tav, i miliardi continuano a venire immolati come se non ci fosse un domani e al cantiere primigenio di Giaglione, ormai attivo da 10 anni, viene ad aggiungersene uno nuovo, fra Bruzolo e San Didero, destinato ad ospitare il nuovo autoporto che dovrebbe sostituire quello di Susa, nel cui sito dovrebbe sorgere, nelle fantasie visionarie della consorteria del cemento e del tondino, la nuova Stazione Internazionale, destinata a ospitare in un futuro che si perde nell’imponderabile il traffico dei treni ad alta velocità e bassa sostenibilità che da ormai trent’anni ammorbano il sonno dei valsusini.
I miliardi sono quegli stessi sottratti alla sanità, ormai devastata fino al punto di rendere l’Italia il Paese europeo con più morti di Covid in assoluto, sono gli stessi negati a tutti quei lavoratori messi in ginocchio dalla gestione irresponsabile della pandemia e che già si ritrovano o presto si ritroveranno senza un lavoro, sono gli stessi mai spesi per la manutenzione delle infrastrutture esistenti che sistematicamente crollano portando con sé il proprio carico di vite innocenti, sono i miliardi che sarebbero serviti a impedire che nel 2021 più della metà della rete ferroviaria italiana sia ancora a binario unico.
Nonostante il progetto dell’alta velocità Torino – Lione sia stato giudicato meno di due anni fa da una commissione di esperti indipendenti capitanata dall’architetto Marco Ponti privo di qualsiasi prospettiva di ritorno economico e nonostante la corte dei conti europea abbia recentemente espresso un giudizio dello stesso tenore, il progetto continua a procedere, senza che il governo si curi minimamente della situazione drammatica in cui versa il Paese e di quanto sia assurdo insistere su un’opera ecologicamente insostenibile ed economicamente priva di senso.
Come conseguenza di questa decisione scellerata ecco riproporsi in Val di Susa quel teatro dell’assurdo andato in scena purtroppo già troppe volte. Le forze dell’ordine che occupano in massa nel cuore della notte i terreni destinati a ospitare il cantiere, senza che i sindaci dei comuni interessati siano stati messi al corrente delle loro intenzioni. La popolazione locale che insorge e si scontra con un apparato militare degno delle zone di guerra e non di una vallata alpina italiana. Proteste, tafferugli, blocchi stradali e blocchi della ferrovia, manganellate e lacrimogeni lanciati ad altezza uomo (come da sempre avviene in Val di Susa), uno dei quali colpisce in piena faccia una ragazza ferendola gravemente e costringendola al ricovero d’urgenza in ospedale.
A seguire l’occupazione in armi permanente di una porzione della Valle, le limitazioni alle libertà personali dei residenti e tutto quanto ormai si vive da 10 anni nei comuni di Chiomonte e Giaglione, dove i proprietari dei vigneti vengono ostacolati quotidianamente dalle forze dell’ordine nel praticare il proprio lavoro. Il tutto nel nome di un progresso che somiglia sempre più a un dinosauro e di una classe dirigente che ha ormai perso ogni contatto con la realtà, fino al punto da non rendersi conto che il futuro, qualora lo si voglia cavalcare, sarà qualcosa di molto diverso dal cemento e dai tunnel.
Marco Cedolin
https://www.dolcevitaonline.it/in-val-di-susa-va-di-nuovo-in-scena-il-teatro-dellassurdo/
Leggi anche

Torino-Lione: lavori per la nuova linea, disagi su quella esistente
Dal 12 settembre al 9 ottobre stop ai collegamenti ferroviari tra Chambéry e Modane. In Valle di Susa lavori e modifiche alla circolazione sulla linea storica. Intanto, sul versante francese, si costruisce l’interconnessione con la nuova Torino-Lione. Per quasi un mese spostarsi in treno tra Italia e Francia sarà più complicato. Infatti, dal 12 settembre al […]

A 1.800 metri sottoterra, l’incendio smentisce la favola della sicurezza TELT
Lunedì 7 settembre, intorno alle 14, un incendio è divampato in una galleria di accesso al tunnel di base della Torino-Lione, a Saint-Martin-de-la-Porte, in Maurienne. Dentro la galleria, a circa 1.800 metri sottoterra, c’erano 79 lavoratori. Il fuoco è stato domato intorno alle 16 e l’evacuazione dei lavoratori si è conclusa alle 17.30. Una persona è […]

PUNTO INFORMATIVO 15/09 ore 16 Arco di Augusto, Susa
Martedì 15 settembre 2026, alle ore 17.00, presso il Castello di Adelaide, si terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei tecnici di TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che interesseranno la mobilità sul territorio di Susa. L’incontro sarà pubblico ma a numero chiuso a discrezione dell’amministrazione. Invitiamo la popolazione a venire […]

Verso la marcia popolare No Tav del 3 ottobre
Aspettando la marcia popolare No Tav del 3 ottobre da S.Ambrogio ad Avigliana, condividiamo i primi appuntamenti informativi che la precederanno! Vi aspettiamo numerosi e numerose • Sabato 12 settembre, dalle h.15 alle h.18 a Rivoli troverete un banchetto informativo in Piazza Martiri • Martedì 15 settembre, alle h.21 a Rivalta di terrà un’assemblea informativa […]

Oltre la propaganda dei partiti, la valle torna in marcia
Il 3 ottobre il Movimento No Tav torna in piazza, da Sant’Ambrogio ad Avigliana, contro la realizzazione della tratta nazionale. Molte assemblee e iniziative sono in programma in tutta la Valle nei prossimi giorni: importanti tappe di avvicinamento a una mobilitazione che coinvolge un territorio sempre più esteso, colpito o destinato a essere colpito dagli […]
