
Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito dei finanziamenti destinati alla scuola pubblica. La risposta a questa mobilitazione diffusa ha visto, contrariamente a quanto accade in Francia, i presidi di alcuni istituti chiedere l’intervento delle forze dell’ordine che hanno attuato la strategia di accerchiare, inseguire, arrestare e intimidire ragazze e ragazzi che cercano di esercitare il loro diritto a protestare e a immaginare un futuro diverso. La pratica dell’occupazione degli istituti scolastici esiste da più di mezzo secolo nel nostro paese, che si è svolta sempre senza incidenti se si permette a studenti e studentesse di poter rivendicare la scuola come fucina di idee e punto di partenza del cambiamento.
Ieri, durante la mobilitazione nata in risposta a quanto sta accadendo nel nostro paese e nel mondo, in piazza Castello abbiamo assistito a cariche a freddo e senza motivo contro ragazzi minorenni che chiedono fondi per la scuola e non per le armi, con idranti e lacrimogeni usati contro di loro. Sotto la Prefettura abbiamo visto uomini adulti e armati rincorrere a manganello alzato la testa del corteo fatta di giovanissimi che stavano indietreggiando.
Non ci stupiamo di questa deriva intollerante di uno stato di polizia che non ammette il dissenso e cerca di reprimerlo con la forza, ma ci riempie di sdegno che si concentri sulle giovani generazioni per intimidire e sradicare le proteste per il futuro. Unico vero progresso che potrebbe cambiare le sorti di questo paese.
Queste pratiche le conosciamo bene. Sappiamo cosa significa essere inseguiti, identificati, schedati. Sappiamo cosa vuol dire vedersi appiccicare addosso l’etichetta di “violenti” al fine di criminalizzare chi si batte per la propria terra, la propria casa, il proprio futuro. Così come conosciamo bene la strategia del “dividi et impera” che lancia appelli a fare la divisione tra buoni e cattivi. La tecnica è sempre la stessa: intimidire, frammentare, far passare chi protesta come un nemico da neutralizzare.
Insieme alla lotta, la solidarietà è l’unica risposta possibile.
Insieme possiamo farci forza, senza lasciare solo o indietro nessuno, così che le loro intimidazioni non possano scoraggiare i giovani e le giovani che sognano un mondo che li vede protagonisti del futuro e non succubi di queste politiche devastatrici e guerrafondaie, isolati in scuole-caserme.
Gli studenti e le studentesse stanno vivendo sulla propria pelle quello che noi viviamo da anni: un sistema che prova a spegnere il dissenso con manganelli, denunce, ordinanze prefettizie e intimidazioni.
Le scuole che cadono a pezzi, la vita che diventa sempre più cara, spese militari che crescono mentre i servizi pubblici vengono smantellati. Non sono “teppisti”, sono ragazzi e ragazze a cui è stato negato un futuro e che hanno deciso di non restare in silenzio.
Come Movimento No Tav esprimiamo piena e incondizionata solidarietà ai giovanissimi fermati e arrestati durante le proteste e a tutte le studentesse e gli studenti mobilitati. Ci schieriamo al loro fianco, nelle piazze e nelle scuole, contro la guerra e la repressione del dissenso e per la costruzione di un futuro diverso, in cui siamo noi a rappresentare il progresso e non le loro macchine di morte.
Movimento No Tav
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