
‘Ilva: nessun risarcimento per i morti…mentre per i notav…
Ancora una volta proviamo un senso di nausea e rabbia a vedere come la politica abbia ben poco rispetto della vita delle persone e invece ne abbia moltissimo per il denaro.
Con un decreto legge il governo Renzi salva la famiglia Riva dai risarcimenti ai parenti delle vittime e tutte le altre parti civili per un ammontare di 30 milioni di euro.
Funziona così, si passa sulla vita di tutti pur di fare un favore al potente di turno e poi ci si accanisce su chi si batte per il futuro di tutti, come i 48 notav condannati a risarcimenti (provvisionali per il momento) per 131.140 euro ai sindacati di polizia e società truffa!
fate schifo!
Dl del governo salva l’Ilva: responsabilità civile esclusa, no risarcimento a cittadini
La società non dovrà pagare i 30 miliardi di euro richiesti dalle centinaia di parti civili ammesse nel processo. Bonelli: “È la morte del diritto e della democrazia. Negare i risarcimenti ai parenti delle vittime e tutte le altre parti civili significa condannarli ancora a morte”
Il decreto Renzi salva l’Ilva anche dal pagamento dei risarcimento. È la notizia emersa nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al giudice Vilma Gilli che accogliendo l’istanza dei legali dell’azienda ha escluso l’Ilva dai responsabili civili del processo nato dall’inchiesta denominata “Ambiente svenduto”. Alla base della decisione del gup, infatti, c’è la norma voluta dal Governo che ha traghettato lo stabilimento siderurgico di Taranto in amministrazione straordinaria, consentendo così ai legali dell’amministratore straordinario Pietro Gnudi di chiedere l’estromissione dell’Ilva dal processo. Stessa sorte anche per Riva Fire – cassaforte della famiglia lombarda – e per Riva Forni elettrici. Il motivo? Queste ultime due non erano costituite come parti (quindi non formalmente coinvolte) nell’incidente probatorio svolto tra febbraio e marzo 2012. Gli avvocati dell’Ilva, a cui si era associato il legale delle altre due società, hanno chiesto l’applicazione delle regole del decreto Marzano con l’eventuale presentazione delle richieste risarcitorie nel calderone dei contenziosi al cospetto del Tribunale fallimentare di Milano.
In caso di condanna nel processo penale, quindi, l’azienda che in questi anni ha consentito alla famiglia Riva di accumulare tesori da portare all’estero non dovrà risarcire nessuna delle parti tanti civili. Parenti di operai morti,allevatori a cui sono state abbattute greggi di pecore, miticoltori che hanno visto distruggere tonnellate di cozze avvelenate dalla grande industria,abitanti del quartiere Tamburi e gli stessi operai della fabbricanon riceveranno dall’Ilva neppure un centesimo. Non solo. Anche alle istituzioni come il ministero per l’Ambiente, la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Taranto – oltre che di tanti piccoli comuni a due passi dalle ciminiere – l’azienda non dovrà pagare nulla per il disastro ambientale compiuto nei decenni scorsi. Era di poco superiore ai 30 miliardi di euro la richiesta formulata dalle centinaia di parti civili ammesse nel processo tra le quali anche il partito dei Verdi, delle associazioni ambientalisteLegambiente, Altamarea, Peacelink e Wwf, i sindacati, Cittadinanza Attiva e Confagricoltura.
“È la morte del diritto e della democrazia – ha tuonato Angelo Bonelli, coportavoce nazionale dei Verdi – È una vergogna: la città e i suoi cittadini sono massacrati per l’ennesima volta. Negare i risarcimenti ai parenti delle vittime e tutte le altre parti civili significa condannarli ancora a morte. Inoltre – ha aggiunto Bonelli – questa norma consente alle aziende che hanno realizzato enormi profitti sulla salute di operai e cittadini di poter conservare i propritesori nei conti correnti bancari. È stato distrutto il principio chiinquina paga e la beffa maggiore è che questo è avvenuto grazie a un provvedimento dello Stato italiano”. In conclusione Bonelli ha annunciato un’immediata denuncia al tribunale dei diritti dell’uomo a Strasburgo.
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