
I SOFFITTI DELLE SCUOLE ITALIANE
di Claudio Giorno – La notizia che voglio commentare oggi non la si trova sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Bisogna scavare nella cronaca di provincia per scovarla perché le ciniche regole del giornalismo sostengono che faccia vendere più un incidente sotto casa che dieci morti (indigeni) in un attentato a Kabul o cento per un terremoto o un uragano ad Haiti. E’ appena successo di poter verificare come siano stati più “importanti” i morti e le devastazioni provocate da “Sandy” a New York che un analogo numero di vittime e danni fatti dallo stesso uragano nei Carabi (e solo poche ore prima).
Così gli italiani probabilmente non sanno che a Rivoli (cittadina alle porte di Torino) – quattro anni dopo la tragedia del Darwin – è nuovamente successo un grave incidente in una scuola – l’istituto Romero – che, ironia della sorte, è contiguo al liceo dove un ragazzo di 17 anni, Vito Scafidi, perse la vita (e un suo compagno rimase gravemente ferito) il 23 novembre 2008.
Solo chi può trovare nella propria edicola un giornale locale – Luna nuova – può vedere la notizia in prima pagina “Rivoli: cade il controsoffitto, si scatena la rabbia degli studenti. La protesta dell’istituto Romero blocca corso Francia. (…). Dopo aver manifestato davanti all’ingresso del complesso scolastico che ospita anche il Darwin, i ragazzi hanno sfilato in corteo fino al municipio, bloccando per oltre mezz’ora il traffico”. E solo chi spulcia i titoli della cronaca cittadina de “La stampa” può (oltre a tirare un sospiro di sollievo per l’esito questa volta non tragico della vicenda leggere che il Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello ha scritto al Ministro Profumo per denunciare l’emergenza nazionale della mancanza di sicurezza nelle scuole italiane. Ma bisogna essere un diligente lettore di ogni trafiletto per “scoprire” che con 60 milioni di € si metterebbero a posto tutte le scuole piemontesi. Qualche anno fa grazie alla eco che si sollevò a livello nazionale per la tragedia di Vito l’allora capo della protezione civile Bertolaso quantificò in 12 miliardi di € il fabbisogno per la messa in sicurezza di tutte le scuole della penisola. Io non so se tra le due cifre ci sia (oltre alla differenza dovuta alla dimensione regionale dell’una e nazionale dell’altra) anche il calcolo della cresta che i furbetti della cricca si sarebbero messi in tasca (ridendo) grazie alla spartizione degli appalti per la ricostruzione di tutte le scuole e le case degli studenti della nazione. Non so neanche se la proverbiale antipatia per la matematica che affligge la categoria dei giornalisti possa aver provocato qualche clamorosa omissione contabile. Ma grazie al lavoro preciso e metodico del gruppo degli scienziati e dei tecnici che da oltre vent’anni mettono gratuitamente a disposizione della Comunità Montana delle Valli di Susa e Sangone le proprie competenze possiamo estrarre dalla mole enorme di documenti analizzati nello studio della progettazione infinita della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione un documento che più ufficiale non si può: una Delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, e quindi del maggior organo governativo per la scelta e la quantificazione della spesa in opere pubbliche. Ebbene, il CIPE nella sua delibera del 18 novembre 2010 (ancora una coincidenza raccapricciante di date), ma con la notizia pubblicata sulla G.U. n. 79 solo il 06 aprile 2011) ha autorizzato per il cantiere di Chiomonte (l’ormai famosa “discenderia della Maddalena) la spesa di 12 milioni di €. Un quinto di quanto secondo “La stampa” servirebbe a rendere sicure la scuole del Piemonte e un una goccia nel mare di quanto il protettore civile per antonomasia sosteneva servire per rendere finalmente sicuri tutti gli edifici scolastici…Ma qui non è tanto la proporzione delle cifre che voglio mettere in luce, quanto la scelleratezza del Governoberlusconi (fatta propria da quello che gli è succeduto) di far fronte alla scarsità delle risorse per destinare un po’ di soldi (pochi e maledetti ma subito) a una Grande Opera Inutile (e Imposta) togliendoli proprio dal capitolo dedicato alla sicurezza nelle scuole.
Ecco il testo: “Assegnare una quota delle risorse nazionali disponibili … anche per la messa in sicurezza delle scuole, per le opere di risanamento ambientale, per l’edilizia carceraria, per le infrastrutture museali ed archeologiche, per l’innovazione tecnologica e le infrastrutture strategiche per la mobilità.” (http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2011/20110079/11A04572.htm) Nell’estrarre questo dato Luca Giunti che coordina il gruppo di lavoro ha commentato: ”Il TAV favorisce il crollo delle nostre scuole. Meditate, gente, meditate”. Io mi permetto di aggiungere che non pretendo di sapere se Guariniello è pro o contro il Tav e se (come ha fatto con i potenti proprietari della Eternit) vorrà e potrà risalire alle responsabilità di questo stato delle cose; non solo: posso persino provare ad assegnare una patente di buona fede a molti dei cittadini che sono convinti (dalla stampa di cui sopra) che le grandi infrastrutture siano indispensabili al futuro del paese: ma chiedo loro: il futuro di chi se non sembra prioritario neanche a un “Governo di professori” che ai nostri ragazzi sia almeno garantito di non rischiare di morire sotto le macerie della propria scuola?
5 novembre 2012.
Claudio Giorno
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