I NoTav: “A Roma non ci veniamo!”
L’anomalia NoTav torna a riempire le pagine locali dei quotidiani di oggi. Ed è ancora una pratica di rottura quella messa in campo, anche se dall’ala istituzionale, non certo la più importante del movimento; piuttosto la punta di un iceberg di cui dal basso il movimento ne determina le scelte (verso l’ “alto” della rappresentanza politica).
Succede che due sindaci della Val Susa hanno declinato oggi l’invito al Ministero per rappresentare la valle ribelle al tavolo sul “piano programmatico per lo sviluppo dlella valle”. Il motivo: l’ambiguità di fondo che lega l’esito di questo tavolo al nodo conteso della realizzazione della Torino-Lione. Come dire: “non veniamo perché dietro c’è un ricatto e questo ricatto si chiama accettare l’opera”.
Non è un caso che l’unico dei 3 rappresentanti previsti che ha accettato di sedersi sia Antonio Ferrentino, ormai ex-presidente della Comunità Montana e ora, sempre di più, ex-NoTav, un uomo che non è in gradio di rappresentare altri che se stesso, e anche malamente, tra l’altro.
Alcuni giornalisti vogliono leggervi le direttive di linea imposte dal nuovo presidente della Comunità Montana Sandro Plano. La Mattioli, sindaco di Avigliana, spiega candidamente: : «Non voglio andare a Roma a rappresentare soltanto me stessa o il mio Comune visto che devo parlare per tutta la valle. È cambiato il governo della Comunità montana e di molti Comuni, non si può non tenerne conto».
Certo lo strappo odierno è da interpretarsi come chiaro esempio di svolta della linea politica di una nuova presidenza che, non ancora insediata, come primo gesto, decise di chiudere unilateralmente l’esperienza fallimentare dell’Osservatorio , cui continuava a credere solo più Ferrentino e il campo nemico dei SiTav.
Valutazioni e commenti dalle istituzioni (valligiane) e dal movimento circa l’impatto del cambio politico al vertice della comunità Montana [registrate lo scorso 9 novmbre, all’indomani delle elezioni]:
- commento di Enrico Tavan (amministratore Avigliana)
- commento di Lele Rizzo (comitato lotta popolare NoTav)
A complicare il quadro per un Pd regionale sempre più identificato col ‘Partito del cemento e del tondino’ (SiTav e interessi collegati) e tutto proiettato sulle prossime elezioni regionali, ci si mettono infine anche i comitati dei pendolari, “sacrificati sull’altare del progresso” dalle Ferrovie Italiane che tagliano frequenze e qualità dei treni per puntare tutto sull’Alta Velocità.
Qua e la si vocifera di possibile nuove intese ed alleanze dato l’alto impatto che i tagli di Fi avranno, tra gli altri, proprio sui pendolari valligiani.
Un incontro che comunque già si è dato in passato. Ascolta in proposito l’intervento di Cesare Carbonari (comitati pendolari) alla manifestazione “Hallo-Win-No-Tav” dello scorso 31 ottobre.
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Rassegna stampa:
- Repubblica/Torino: “Niente Roma, troppe ambiguità sulla Tav”
- LaStampa/Torino: “Pendolari e No Tav uniti dalle Ferrovie”
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