
I conti in tasca, parte prima. Alta velocità e spesa sociale
dal sito di “Etinomia”– Il governo italiano sostiene di voler spendere 50 milioni di euro per la costruzione di una stazione internazionale nel comune di Susa, nell’ambito della presunta realizzazione di una linea ferroviaria ad alta capacità per collegare Torino a Lione.
Non rimanendo molto dopo il tornado dei tagli che hanno massacrato la scuola, il lavoro, i trasporti locali, la salute dei cittadini, le prossime spese per luminose stazioni e treni vuoti ma velocissimi, saranno pagate dai disabili e dalle loro famiglie.
In un recente disperato tragicomico momento parlamentare è passata per un attimo la proposta di trasferire i soldi che lo Stato avrebbe guadagnato dalla tassazione delle bevande gassate, direttamente ai fondi per la disabilità. Sfumata in extremisquesta ipotesi per il comprensibile ostruzionismo delle megacorporation, gli onorevoli non hanno neppure pensato per un attimo che fosse un oltraggio, oltre che un’ingiustizia, non rinunciare proprio a nulla in favore di chi, per davvero, non può e non ha.
Ma i soldi sono finiti e nessuno vuole rinunciare a treni e stazioni. Peccato per i disabili, sarà per un’altra volta. Così al governo Monti non è restato altro da fare che tagliare. Si è deciso di conteggiare come redditi anche gli aiuti monetari riconosciuti alle persone con disabilità (assegni di cura, indennità di accompagnamento, pensioni). Centinaia di migliaia di famiglie vengono escluse dall’accesso agevolato ai servizi e alle prestazioni, nei pochi casi in cui non l’avessero già perduto, come accaduto a moltissimi ragazzi che avevano quel sostegno scolastico che oggi è dimezzato se non cancellato del tutto. Le conseguenze sono la perdita di qualsiasi possibilità di futuro per chi non potrà pagare. Considerando che oggi in Italia un disabile non autosufficiente riceve dallo Stato una cifra variabile tra i 250 e i 500 euro, Etinomia ritiene vergognoso spingere alla disperazione le persone più deboli ed indifese e le loro famiglie, abbandonandole al loro destino senza pietà: anziché estendere il reddito minimo a tutti i cittadini e cercare di evitare drammi umani e suicidi, si preferisce puntare su infrastrutture inutili e cemento selvaggio quali stimoli all’economia.
Sfortunatamente però, nonostante grandi opere che richiamano al progresso, non potrà mai dirsi civile un paese in cui diritti fondamentali come istruzione, assistenza, cura e sostegno al lavoro vengono scambiati con bibite gassate o venduti per pagare la costruzione di treni fantasma.
Guarda il sito di tutti a scuola, per provare a capire le difficoltà di queste famiglie e i loro problemi quotidiani.
Guarda questo video per renderti conto del problema (Per utenti linux: si tratta di un contenuto windows che apparentemente non è visibile per questioni di compatibilità, online ci sono diverse guide che spiegano come aggirare il problema).

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