‘opportunità…!
E dopo il bastone ecco di nuovo la carota.. Siamo ormai in piena pausa sondaggi da ormai più di un mese e dopo l’elevarsi del livello di mobilitazione e risposta del movimento no tav, ci sembra quasi che si tratti più una ritirata strategica che un monmetaneo stop. “91 sondaggi e li faremo tutti e 91” queste erano le parole di Virano e prefetto durante la campagna 2010 di trivellazioni, non ci fermeremo nè per le elezioni nè per la sindone (che occuperà molo dispendio in termini di agenti di ps), eppure non abbiamo visto nessuno. A questo punto della partita tav questa ritirata, sembra quasi un cambio di terreno per tornare dal campo di battaglia della val di Susa a più comodi e riparati tavoli di trattativa in palazzi istituzionali. Da una settimana circa infatti, l’architetto Virano presidente dell’osservatorio tecnico propone a giornalisti e politici l’opzione “Maddalena”. Presso la località “la Maddalena” di Chiomonte infatti sarebbe previsto il famoso tunnel geognostico per il tunnel di base italo francese la cui cantierizzazione era stata bloccata dal movimento no tav nell’inverno 2005. Da una Venaus ormai compromessa dopo gli scontri e la riconquista del 2005 l’imbocco del tunnel era stato spostato nel limitrofo comune di Chiomonte. Ed ecco che dopo la fallimentare campagna farsa di sondaggi si torna a parlare di tunnel e cantieri. Tutto su di un piano mediatico in cui vengono spiegati ai cittadini i presunti benefici di questo cantiere che vedrebbe impiegati ben 110 operai per presunti quattro anni di cantiere. Cantiere con una struttura elastica, privo di alloggi e mense, perchè le maestranze utilizzerebbe almeno tre alberghi e alcuni ristoranti per l’alloggiamento. Tentando in questo modo di far evaporare l’idea di cantieri autosufficienti come avviene ovunque, senza ricadute sul territorio. Sembra di tornare al 2005, quando l’allora governo si diceva disposto a ristrutturare alcuni alloggi, per far in un primo momento risiedere gli operai e poi donarli ristrutturati all’amministrazione comunale. Questo nuovo piano di imbonimento mediatico apparso per la prima volta sul giornale locale Luna Nuova di venerdì 23 appare oggi su La repubblica nelle pagine locali dell’edizione torinese. Curioso come spuntino immediatamente un paio di padrini eccellenti come Cota e Saitt,a lontani come colori politici ma a quanto sembra, ben felici di stare a braccetto sotto la stessa bandiera, quella del tav. Il pacchetto “carota” completo proposto ovviamente con il solito slogan “Cari sindaci della valle di Susa la tav è un’opportunità”. Troppe volte abbiamo dovuto sentire e leggere menzogne di questo tipo, opportunità, posti di lavoro, sviluppo.. Non ci stanchiamo però di rispondere e resistere, forti delle nostre ragioni. La tav porterà in valle di Susa solo morte e distruzione. La vita e il futuro nostro e del nostro territorio vogliamo deciderlo noi. Non sarà qualche posto di lavoro fantasma in cantieri di distruzione a farci cambiare idea caro architetto Virano, anzi le sue parole e i suoi ruffiani metodi da presunto incantatore di serpenti o domatore a suon di bastonate e carote non attecchiscono in valle di Susa e venti anni di resistenza popolare la dicono lunga sulla nostra storia e anche sul nostro futuro. Qui in val di Susa cari Virano, Cota e Saitta abbiamo la testa dura, siamo gente di montagna abituata a percorrere i sentieri più difficili e lunghi non come voi abituati alle scorciatoie che portano il sedere al caldo su comode poltrone.
Purtroppo per voi non basterà una carota o un carotaggio a costruire il tav.
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