‘ELENCO DEI DANNI [GUARDA VIDEO]
Dopo un paio d’ore di riunione all’azienda agricola Clarea, di proprietà della comunità e data in gestione ad una cooperativa di viticoltori, la giunta di comunità montana con il presidente Plano è uscita dal fortino. Presso il cancello della centrale elttrica di Chiomonte si è poi svolta una conferenza stampa che ha così potuto diffondere a tutti il merito della discussione (ovviamente no tav e giornalisti non sono potuti entrare nel fortino per seguire il dibattito ed hanno atteso fuori). L’elenco dei danni è lungo e riguarda non solo le aziende ma anche i beni patrimoniali e archeologici.
ELENCO DEI DANNI INDIVIDUATI
– Danni al progetto del vino doc. valsusa
– Danni al parco archeologico della Maddalena distrutto dalle ruspe Italcoge
– Danni ai privati, B&B Garbini, azienda agricola Clarea, oltre 40 produttori di vino privati
– Danni al patrimonio della CMBVSS (com.montana val susa e sangone)
– Blocco della viabilità in val Clarea dal comune di Giaglione
– Restrizioni accesso all’area per la vendemmia e la coltivazione delle viti (check point con diritto di accesso ai soli proprietari e non alle famiglie o agli amici, perquisizioni all’ingresso ecc.)
– Gravi ripercussioni sulle coltivazioni della lavanda e del castagno
Questa una prima ed immediata stima delle criticità, avvenuta oggi dopo oltre due mesi dalla presa con la forza da parte della polizia dell’area. Da notare come tutte queste criticità fossero già state segnalate e sottolineate in anticipo quando negli anni passati il progetto preliminare fu presentato e la CMBVSS nella persona di Plano presentarono le osservazioni. In conclusione una nota politica di valutazione su di un cantiere per un tunnel geognostico che non c’è e che per parola di Plano “…diventa totalmente inutile quando il progetto del tunnel di base è già approvato e a nulla serve andare a sondare il terreno con un tunnel che dovrebbe aiutare a capire se e come fare il tunnel di base quando questo è già deciso… non si può costruire un’opera che la maggioranza della popolazione non vuole…”
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