
Europee: in Val Susa il voto è prima di tutto notav
In attesa di entrare più nel merito dei dati elettorali relativi alle Europee e attendendo i risultati assai più importanti delle comunali, pubblichiamo una cartina che riassume la Valle di Susa in un solo colpo d’occhio: La Valle che Resiste!
Questo non per il voto al movimento 5 stelle come avviene nella semplice cronaca giornalistica, ma per la qualità del voto dato alle formazioni politiche esplicitamente notav. Inoltre la Valle di Susa non ha mai inteso nel voto una delega a qualcuno per rappresentare le proprie istanze, ma ha sempre inteso questo momento come uno dei tanti utili al rafforzamento della propria lotta, un momento da utilizzare se ritenuto necessario.
La rappresentazione dice di un territorio circondato ed assediato se la si guarda da un punto di vista, ma se ci si sforza un pò di più si può invece vedere un territorio capace di resistere e proporre alternativa, attraverso la lotta notav, a tutto quello che c’è intorno.
Per leggere il voto in Valle è necessaria la lente notav, come avviene dal 2005 ad oggi. I cittadini premiano quelle formazioni politiche che esplicitano la contrarietà all’opera, non solo sotto le elezioni ma durante il cammino ultraventennale del movimento valsusino.
Come fu in passato per Verdi, Rifondazione oggi il voto è andato al M5s e alla lista Tsipras che con ben tre candidati valsusini, dava (nelle persone più che nella formazione) garanzia notav. A Bussoleno ad esempio l’m5s è il primo partito con il 36,91 % e l’Altra Europa ha l’11,83%. Ad Almese 33,27% e 7,36%; a Susa l’m5s ha il 34,60%. Exilles e Venaus, rispettivamente il 47% e il 49,4%
Anche il dato di alcuni comuni dell’alta valle possono essere utilizzati come cartina di tornasole per leggere queste elezioni: comuni storicamente ricchi economicamente, tendenzialmente favorevoli al tav, governati dalla destra come Bardonecchia, Sestriere, o Chiomonte hanno visto il voto spostarsi sul Pd, in alcuni casi in maniera plebiscitaria, che ci fa pensare come una classe garantita nei suoi interessi dalla destra berlusconiana, abbia trovato nel Partito Democratico un nuovo interlocutore sul quale riporre fiducia per poter continuare a mantenere i propri privilegi.
Man mano che i dati saranno più completi approfondiremo l’analisi, ma da subito alla Valle tocca il ruolo di territorio resistente, non subalterno a nessuno partito o movimento e propositore di modelli sociali e politici fondati sulla lotta.
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