Etinomia sfida l’Unione Industriali Piemontesi
Gli imprenditori italiani onesti si oppongono fermamente alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione
Più di tremila firme in meno di sei giorni.
Questo è il risultato ottenuto per rispondere con argomenti, dettagliati e circostanziati, alla petizione che circola da più di due settimana su Change.org, promossa da Unione Industriale Piemontese e Confindustria. Alle falsità e agli argomenti pretestuosi dei presunti imprenditori (la petizione online non permette di certificare l’attività del firmatario), Etinomia, Imprenditori Etici per la Difesa dei Beni Comuni, oppone le firme di più di tremila cittadini italiani, che richiedono onestà, trasparenza e rispetto per il territorio. Le firme sono state presentate oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta e al Ministro dei Trasporti Marcello Lupi.
Il testo della petizione di Etinomia riprende passo dopo passo gli argomenti sommariamente esposti nell’analogo testo di controparte, confuta dati alla mano le affermazioni originali ribaltando il contenuto di asserzioni di propaganda che speravamo di non dover commentare ulteriormente. Progresso, turismo, ecologia, europeismo propinati a colpi di dinamite, colate di calcestruzzo, movimento terra e centine di acciaio. Il tutto mentre il paese si sgretola letteralmente sotto lo sferzare delle classiche e al tempo imprevedibili piogge autunnali, esse stesse un grido di pietà e vendetta della natura di fronte all’arroganza dell’uomo.
In giorni in cui occorre assistere agghiacciati ai nefasti effetti del dissesto idrogeologico,
i cittadini, non solo sardi, non solo liguri, non solo piemontesi, si schierano con decisione dalla parte di chi lotta contro le grandi opere inutili ed in particolare contro la linea TAV Torino-Lione, ormai vessillo di tutte le battaglie per la difesa del territorio. Le migliaia di firme che abbiamo raccolto (e che ancora raccoglieremo) esprimono una sensibilità ormai diffusa nei confronti delle nostre ragioni, una consapevolezza popolare crescente, una diffidenza inarrestabile verso politici ed industriali collusi nella devastazione ambientale e nell’accaparramento dei beni della collettività a cui solo spetta raccogliere i cocci di case, scuole, strade ed ospedali.
Non ci illudiamo che una petizione possa cambiare il corso degli eventi: abbiamo avuto riprova, nostro malgrado, che questa battaglia andrà combattuta anche su campi più concreti e purtroppo confrontandoci con mafia, propaganda e militarizzazione. Ci riempie di speranza, tuttavia, pensare che sono occorsi pochi giorni, meno di una settimana, per raccogliere quasi quattromila firme. Banale piuttosto apprendere che fin da ieri le principali testate giornalistiche riportassero prontamente e con spirito di servizio la notizia di 450 imprenditori piemontesi pronti a sostenere la madre delle Grandi Opere Inutili in occasione del vertice italofrancese tra Letta e Hollande a Roma. Ciò che davvero stupisce è pensare che le firme di migliaia di cittadini, che si uniscono alle voci di centinaia e centinaia di docenti universitari che documentano la scelleratezza del progetto TAV in tutta Italia, possano valere meno di quelle di un gruppo di potere che, pur sforzandoci, non riusciamo a sollevare dalle responsabilità dei danni arrecati ad un paese saccheggiato, violentato e ferito. In questo scenario desolante le circa 400 firme della nostra controparte, raccolte sul tavolo di una partita truccata sono un misero ed insignificante episodio.
Siamo orgogliosi che tra le nostre firme vi siano quelle di comuni cittadini oltre a quelle di amministratori, sindacalisti e imprenditori, iscritti ad Etinomia o meno. Sono gli stessi cittadini che siedono al Consiglio Direttivo della nostra Associazione di Imprenditori Etici, quei cittadini che incontriamo per strada, che invitiamo a frequentare la nostra sede, a cui apriamo le porte nel corso di tutte le riunioni, a cui chiediamo di condividere desideri, speranze, vocazioni. Una fortissima capacità di inclusione e coinvolgimento che in questo senso accomuna davvero l’esperienza di Etinomia a quella del Movimento NoTav.
E questa, possiamo dirlo, è la premessa di una conquista dilagante a cui i vertici dell’Unione Industriale, riuniti nelle loro logge a porte chiuse, non potranno mai ambire, per quanti possano essere i politici conniventi e i giornalisti collusi.
- Qui il testo della Petizione
Daniele Forte (Presidente di Etinomia)
Sant’Ambrogio, 20 novembre 2013
Per comunicazioni sgl.info@etinomia.org
Per informazioni http://sgl.etinomia.info/sgl
Sito web Etinomia: http://www.etinomia.org
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