
Espropri a Bussoleno parte la mobilitazione istituzionale.
E’ così partita in modo “ufficiale” la mobilitazione dell’amministrazione comunale contro gli espropri per il futuro cantiere tav di Bussoleno. Si svolge in una tiepida serata invernale l’assemblea di Bussoleno. Ad aprire gli interventi il sindaco Anna Allasio che ricorda la netta contrarietà dell’amministrazione comunale all’opera. Prosegue confrontando l’evidente spreco di denaro pubblico e le reali necessità del paese, piccola edilizia pubblica, messa in sicurezza dei territori, ricostruzioni post-sisma. Da qui la parola ai tecnici che in forze, Roberto Vela, Luca Giunti, Alberto Poggio, Mario Cavargna, Marina Clerico e Gabriella Soffredini sono intervenuti spiegando da un lato il percorso tecnico dell’esproprio e dall’altro i dettagli del futuro cantiere. Circa 3 km di cantieri che invaderanno la piana tra Bussoleno e Susa andando a distruggere sempre di più un fondo valle già fortemente compromesso rosicchiando gli ultimi verdi prati ancora dedicati agli usi agricoli. A seguire con vari interventi dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione si sposta il dibattito sul cosa fare in prospettiva per aprire una battaglia in difesa del territorio comunale. Infatti il comune stesso è tra i soggetti “espropriati” in quanto proprietario di alcuni lotti nell’area interessata e avendo ricevuto esso stesso due lettere di preavviso di esproprio. Vari interventi dal pubblico riportano poi la prospettiva sull’opera in generale e sui tempi della cantierizzazione ricordando che ora l’obiettivo rimane il blocco del tunnel di Chiomonte e del futuro svincolo autostradale, vera porta aperta del cantiere verso il territorio. Dopo vari scambi di opinioni è Luigi Casel a chiudere, capogruppo dell’opposizione che prova a sintetizzare un percorso comune. Entro il 5 gennaio, termine per rispondere al preavviso di TELT il comune invierà una lettera negando ogni disponibilità a cedere i propri terreni. Al tempo stesso la proposta è di chiedere un incontro a TELT come già fatto dal comune di San Didero in cui commissione tecnica, legal team e amministratori possano da un lato conoscere dettagli progettuali e tempi e dall’altra portare il per della mobilitazione negli uffici dei devastatori.
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