‘omologazione della cultura italiana.
La netta presa di posizione del capo di Stato francese Hollande sulla libertà di espressione, schieratosi a difesa dello scrittore Erri De Luca, offre uno spunto per alcune riflessioni. La prima riguarda l’ex Procuratore Capo della Procura di Torino Giancarlo Caselli che, al contrario, ha sempre criticato gli interventi di intellettuali o artisti che hanno preso posizione a favore delle ragioni del Movimento NO TAV, nell’ottica di creare una sorta di cordone sanitario attorno al Movimento e ridurlo all’isolamento. Libertà d’espressione……un valore sconosciuto per chi arrivò a dare le dimissioni da Magistratura Democratica per esprimere la propria contrarietà alla pubblicazione sull’Agenda 2014 di Md proprio di un articolo di Erri De Luca.
Una citazione, ad un gradino più basso, se la merita anche Cesare Martinetti per come, con alcuni articoli sul quotidiano SI TAV La Stampa, ha trattato con sufficienza e al limite della denigrazione l’opera di Erri De Luca e in particolare il saggio “La parola contraria” che è sicuramente un elogio della coerenza. Per entrambi la presa di posizione di Hollande è uno schiaffo, ovviamente morale, ma non meno doloroso. Ma la riflessione più importante riguarda invece proprio l’assenza, rispetto ad ogni questione sociale che attraversa l’Italia, di prese di posizione da parte degli intellettuali e artisti italiani. Pare proprio che i più abbiano scelto di non esporsi, di non prendere posizione rispetto al crescere delle disuguaglianze sociali, delle ingiustizie. Anche questa è una cartina tornasole per leggere l’omologazione imperante in Italia, dove i più scelgono sempre di salire sul “carro del vincitore”.
Oggi i più sono “renziani”, sorvolando sul fatto che l’ennesimo premier non legittimato con il voto degli Italiani, dietro un agire populista nasconde una revisione autoritaria delle norme costituzionali e delle regole sociali. E sottolineando l’importanza della solidarietà internazionale, (ben più sostenuta di quella nazionale), che ha visto la presa di posizione di intellettuali francesi, spagnoli e inglesi, a favore di Erri De Luca, colpevole di solidarietà alle ragioni del Movimento NO TAV, perché di questo e non di altro si tratta, resta l’amaro per l’ennesima conferma di arretramento culturale e di impegno sociale in Italia.
Oggi i più si identificano nel “sedicente Nuovo” che in realtà è “Arretramento” sia a livello sociale sia a livello culturale. E’ il “sedicente Nuovo” che porta a deridere o a considerare superati gli ideali e i livelli sociali e culturali del 900. Ma nell’ultimo secolo dello scorso millennio, che è solo passato prossimo e non remoto, l’Italia era un Paese ben più dignitoso e con minori disuguaglianze.
di Giovanni Vighetti (Bussoleno)
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