
Emissioni di CO2: lo Stato italiano non rispetta le regolamentazioni UE sulla sostenibilità climatica e la raccomandazione dell’IPCC

Nella documentazione in calce, riferita alla prevista costruzione della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia Torino – Lione, risulta che lo Stato italiano sia inadempiente agli obiettivi previsti dal Regolamento UE 2020/852. Il predetto regolamento, all’art. 3, qualifica come ecosostenibile un’attività economica se “contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più degli obiettivi ambientali di cui all’articolo 9 [del medesimo Regolamento]” e “non arreca un danno significativo a nessuno degli obiettivi ambientali di cui all’articolo 9 [sempre del medesimo Regolamento]”, formalizzando tali obiettivi nell’elenco dei sei contenuti nell’ art 9 quali:
a) la mitigazione dei cambiamenti climatici;
b) l’adattamento ai cambiamenti climatici;
c) l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine;
d) la transizione verso un’economia circolare;
e) la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento;
f) la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi”.
Ebbene, dalla risposta del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili alla nostra richiesta FOIA (Freedom of Information Act), introdotta con decreto legislativo n. 97 del 2016, pare che non vi sia alcuno studio di compatibilità climatico ambientale imposto dal citato regolamento comunitario e ciò in riferimento alla CO2 che verrà immessa a causa della costruzione della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia Torino – Lione.
Pare utile ricordare che, per ridurre gli effetti più disastrosi del cambiamento climatico, nel 2050 l’anidride carbonica emessa dovrà essere uguale a quella compensata dall’ambiente, come nuovamente indicato dall’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’ONU, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici.
Considerato che, in riferimento alla costruzione della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia Torino -Lione, verrà emessa C02 pari a 10 milioni di tonnellate e che “…occorreranno 50 anni dall’entrata in servizio dell’infrastruttura prima che le emissioni di CO2 prodotte dalla sua costruzione siano compensate” (pag. 33 rapporto speciale Corte dei Conti europea), quest’opera risulta essere in contrasto con gli obiettivi del predetto regolamento comunitario.
Considerando l’inizio della messa in esercizio a far data dal 2032, i 50 anni, per avere una totale compensazione della CO2 emessa, avranno termine nel 2082 come già indicato dalla ex Ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, nel corso della Audizione (minuti dal 1:01:25 ) di lunedì 14 dicembre 2020 avanti alle commissioni riunite lavori pubblici del Senato e dei trasporti della Camera.
Inaccettabile che, a fronte dei molteplici richiami da parte delle istituzioni europee e mondiali, il Ministero competente alla realizzazione della costruzione della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia Torino – Lione non abbia avuto la minima attenzione ad adeguarsi al regolamento comunitario citato e alle esigenze planetarie per limitare gli effetti disastrosi del cambiamento climatico.
Avv. Bongiovanni
Avv. Saltalamacchia
Qui di seguito i due documenti:
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