
Emergenza coronavirus? C’è sempre tempo per arrestare i notav
Stamattina è stato rintracciato e arrestato Alessandro, accusato di aver preso parte alle azioni di disturbo al cantiere del 7 dicembre scorso, alla vigilia della marcia notav che ha invaso, ancora una volta, le strade della Val di Susa in occasione dell’anniversario della liberazione di Venaus. Apprendiamo dalla stampa che ci sono anche altri 33 notav che sarebbero stati denunciati a piede libero.
L’oscena persecuzione giudiziaria con cui lo Stato prova a vendicarsi di un movimento che non vuole abbassare la testa è sotto gli occhi di tutti. Fa però impressione vedere che, in piena emergenza coronavirus, con processi sospesi e udienze rinviate, le priorità della polizia e della procura di Torino sono quelle di arrestare chi si batte a difesa della salute e del territorio contro un’opera nata vecchia, che mostra oggi più che mai quali sono le conseguenze sulla vita di tutti di una classe politica e imprenditoriale che ha pensato soltanto a fare andare più veloci le merci invece di proteggere le persone.
Forza Ale, forza notav! A sara düra!
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