‘economia?
newsletter di Ambiente Valsusa
- 30 novembre 2010: Il contatore del terrore, ovvero del debito pubblico. Scarica e diffondi l’analisi sui costi dell’opera ed i rischi che comporterebbe economicamente per il Paese.
- 30 novembre 2010: Firma anche tu l’appello contro le opere pubbliche inutili.
- 29 novembre 2010: Presidio di Maddalena, freddo, sigilli ma il presidio adesso ha un tetto, una “dependance”, ed è arrivata anche una Roulotte.
- 28 novembre 2010: dalla Valle di Susa rocce piene di amianto pronte per costruire case. Leggi.
IL CONTATORE DEL TERRORE, OVVERO DEL DEBITO PUBBLICO.
Il rischio “PIIGS” potrebbe bloccare anche i faraonici progetti del TAV Torino Lyon. In realtà invece che di PIIGS si dovrebbe parlare di “GIPSI”: Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia, i paesi dell’area euro più a rischio elencati nell’ordine in cui sono entrati in crisi o si presume che ci entrino. Facciamo il punto sul debito pubblico italiano.
Breve estratto dall’articolo di Oscar Giannino “Debito, Irlanda e quattro lezioni” pubblicato su: http://www.chicago-blog.it/author/oscar-giannino/
“Probabilmente siamo in pochissimi, ad avere idea che il debito pubblico italiano ammonta – ora che sono le 12,30 di mercoledì 17 novembre 2010 – a oltre 1.857 miliardi di euro. E che ogni secondo aumenta di oltre 2300 euro, 150 mila al minuto, quasi 9 milioni di euro l’ora, oltre 200 milioni di euro ogni giorno che Dio manda in terra.”
L’economia sta terrorizzando i cittadini, allora facciamoci una domanda: aumentare il debito pubblico può essere un atto di terrorismo economico? Il TAV Torino – Lyon, come altre Grandi Opere palesemente inutili, può influire sul debito pubblico? Leggete questi dati e giudicate!
TORINO LYON, I DATI ECONOMICI.
Da Saint Jean de Maurienne a Chiusa San Michele, la tratta comune della linea Torino – Lyon ha un percorso di 84 km, di cui solo 36 in territorio italiano. In particolare è di circa 12 km la parte italiana del “Tunnel di Base” che in tutto misura oltre 57 km dopo l’ultimo progetto di LTF.
N territorio italiano sono progettati anche la stazione internazionale di Susa, all’aperto per circa 2500 metri, e l’area di interscambio a Chiusa San Michele di un paio di km, oltre che il “tunnel dell’Orsiera di 19,2 km
Insomma, come già detto in territorio italiano degli 84 km ce ne sarebbero solo 36.
La suddivisione dei costi tra Italia e Francia (che deve essere ricontrattato), prevedeva a seguito dell’accordo del 5 maggio 2004, sottoscritto dall’Italia da Berlusconi e Lunardi, che il nostro Paese pagasse il 63% e la Francia il 37% . Si noti bene che l’accordo riguardava la tratta da Saint Jean de Maurienne ed “i dintorni di Bruzolo”, oggi LTF progetta fino a Sant’Ambrogio, una dozzina di km più a valle… e non si capisce in base a che cosa.
Inoltre nel 2007 il Ministro dei trasporti Di Pietro, a seguito dell’ennesimo cambio di tracciato, (quella volta sotto la val Sangone) si impegnò ufficialmente con i francesi affinché l’Italia pagasse il 100% dei costi derivanti dalla modifica di percorso.
Oggi il costo per l’Italia (a preventivo) sarebbe di 6,9 miliardi di Euro, mentre per i francesi il costo in base agli accordi sottoscritti da Lunari sarebbe di 3,1 miliardi, per un TOTALE 10 Miliardi, ovvero 119.047.000 di Euro a km, 1.190 euro ogni metro di TAV!
A queste cifre bisogna aggiungere i costi della tratta italiana tra Chiusa San Michele e Settimo Torinese (via Orbassano), circa 40 km, approssimativamente 4,8 miliardi con un incremento di 2,375 miliardi di Euro per il Nodo di Torino (pag 81 delibera CIPE del 2009). Siamo all’incirca ad un totale (a preventivo da Saint Jean a settimo Torinese) di 17,175 miliardi di euro, per avere un quadro preciso bisognerebbe però aggiungere i costi della linea tra Saint Jean e Lyon, gronda merci di Lyon tutto il resto, ma è facile immaginare che si supererebbero alal grande i 20 miliardi di Euro.
Ma si sa già che i costi prima della conclusione eventuale delle opere in genere come minimo triplicano…, mentre i contributi europei sono scesi a 562 milioni, appena 1/30 del costo della linea da Saint jean a Settimo Torinese…
Un a babele di cifre, che spesso non quadrano. Ad esempio i costi riportati nel progetto LTF per la parte comune presentato nel 2010 indicano invece una cifra diversa: 5.119.446.801,60 Euro.
In ogni caso è facile dimostrare che LTF sottostimi da sempre i costi. Non è difficile capire il perché ed altrettanto facile è comprendere perché nessuno abbia mai realizzato un qualsiasi calcolo o rapporto tra costi e benefici dell’opera.
A questo punto chiediamoci ancora: aumentare il debito pubblico senza verificare i reali benefici dell’opera, non è un grave fattore di terrorismo economico?
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