
Dillo a Virano: Kallas, fondi per Torino-Lione devono metterli Italia e Francia
E’ adesso chi lo dice a Mario Virano che Commissario europeo per i Trasporti Siim Kallas precisa oggi che i soldi li devo mettere i governi?
(ASCA) – Bruxelles, 13 lug – La linea ferroviaria ad alta velocita’ Torino-Lione deve essere realizzata con fondi statali. Lo ha ribadito il commissario europeo per i Trasporti, Siim Kallas, commentando le richieste delle autorita’ francese di un maggiore intervento comunitario nel finanziamento dell’opera. ”Non possiamo distribuire soldi che non abbiamo”, ha detto Kallas. La Torino-Lione ”e’ un progetto franco-italiano, e la maggior parte delle risorse economiche deve venire dai due paesi”. Per la linea ad alta velocita’, ha aggiunto Kallas, ”e’ essenzialmente tutto nelle mani di Italia e Francia, e il ruolo che ha la Commissione europea e’ un ruolo modesto”.
A un giorno dalla tempesta, come l’ha definita il commissario di governo per la Torino Lione Mario Virano arrivano le prime smentite, ulteriori conferme ed alcuni interessanti commenti. Ritorniamo però ai fatti e cerchiamo di ricavavere un punto di vista equilibrato della situazione. “Le Figaro”, quotidiano francese, pubblica nei giorni scorsi una indagine economica sulla crisi, le politche comunitarie e le prime manovre finanziarie del neo presidente Hollande. Una indagine molto simile all’italiana spendong review in cui tra le soluzioni proposte come uscita dal periodo nero delle economie si ripensa agli investimenti con un occhio di riguardo agli sprechi della finanza pubblica. Passando quindi al setaccio gli investimenti pubblici dei governi d’oltralpe spunta come spesa inutile la nuova linea ferroviaria ad alta velocità Torino Lione. Basta questo per scatenare la tempesta, tutti al di qua delle alpi si sentono in dovere di esprimere posizoni, moniti e nel nostro caso soddisfazione. Dato interessante, le prese di posizione pubbliche delle istituzioni francesi non arrivano, almeno non fino ad oggi e i ministri italiani rincorrendo al telefono i colleghi francesi continuano a dichiarare, con non poca agitazione che nulla è cambiato, gli accordi ci sono e verranno rispettati e aggiungiamo noi, i lavori intanto non partono, il movimento no tav resiste e i soldi nelle casse italiane sono sempre meno. In una situazione di debito e crisi così avanzata non possiamo che ritenerci soddisfatti del dibattito che si è aperto, delle discussioni che oggi la notizia di un possibile ripensamento francese ha aperto, sia a livello istituzionale ma anche e soprattutto tra la popolazione italiana tutta. La situazione è tutt’altro che compromessa, i lavori non sono iniziati e c’è tutto il tempo per accorgersi dell’inutilità e del devastante impatto economico di quest’opera. Al coro delle dichiarazioni istituzionali italiane (visto appunto che i francesi ancora tacciono) si aggiunge poi una interessante dichiarazione del commisario europeo per le infrastrutture Sim Kallas “Il ruolo della Commissione e’ modesto – ha precisato – cosi’ come il contributo finanziario Ue rispetto a quello che deve essere garantito dai due Stati interessati”. Qui come si potrebbe dire “casca l’asino” (in questo caso il nostro commissario Virano), per anni i fans del tav italiano hanno spergiurato che perdere questa occasione era gravissimo, si sarebbe perso il treno con l’europa, un mare di fondi comunitari e molto altro ancora. Ma queste già lo dicevamo in passato sono balle come una balla colossale è l’utilità di questa infrastruttura. Quello che possiamo aggiungere è che il movimento no tav continuerà la sua giusta lotta indipendentemente dai venti europei o internazionali, dalle dichiarazioni dei politicanti o dei maestri della borsa. Un insegnamento potrebbero trarre questi maghi della poltrona e della finanza, questi ragionamenti in val di Susa e in tutta Italia vengono ormai fatti da anni, ovviamente tra le persone che hanno a cuore il futuro della terra in cui vivono, basterebbe aprire le orecchie e ascoltare. Purtroppo sappiamo anche che non tutto è così semplice e ci troviamo ancora, dopo venti anni a ricordare a questi signori che in ogni caso costruire la nuova linea Torino Lione vuol dire passare fisicamente oltre migliaia di persone che non hanno la benchè minima intenzione di abbassare la testa e di accettare una così immane e stupida devastazione.
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