Difendere il cantiere tav è proprio uno sporco lavoro…
Che il rispetto delle forze dell’ordine per la nostra terra fosse uguale a zero lo denunciamo da tempo. Del resto è nella “cultura” dell’occupazione di territorio che si muovono agenti e soldati, fino a trattare i nostri paesi e la nostra gente, come una colonia, dove le truppe di occupazione militarmente impongono la legge.
Ma oltre a ciò che gli viene detto, il problema è ben superiore, e le divise in servizio in Clarea e nel cantiere Tav sono responsabili singolarmente per come stanno all’interno di un territorio. E noi lo vediamo bene con i nostri occhi come si divertono a fare il tirassegno al notav con i lacrimogeni, come non si curano d’incendi creati per lacrimogeni nei boschi o l’inquinamento che producono spostando decine di mezzi pesanti su e giù per la nostra Valle.
Sui social network poi li ritroviamo lamentarsi delle ore che passano all’interno e all’esterno del cantiere, mangiando freddi panini, sopratutto quando il movimento notav rende loro la vita difficile con iniziative prolungate come l’ultima 4 giorni di lotta. parlano parlano di rispetto della patria e altre amenità del genere e poi non sono in grado di rispettare nemmeno un bosco nel quale sostano per qualche ora. Basta guardare qui qualche foto dei resti del passaggio di carabinieri e poliziotti in Clarea: immondizia abbandonata per terra come un qualsiasi incivile durante le gite fuori porta alle quali purtroppo siamo abituati, in prati e pinete.
Bell’esempio e bell’educazione quella delle truppe, che si dimostrano occupanti a tutti gli effetti di un territorio che non li vuole.
Ieri durante il consueto aperitivo ai cancelli, è stata loro restituita un pò della monnezza raccolta nei sentieri della Clarea, lasciando anche un messaggio
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