
Debito, Tav e Mose sottobanco: le Salerno-Reggio di domani di Luca Giunti
da Libreidee.org – Sul sito del governo italiano è stato pubblicato il disegno di legge di stabilità e la relazione illustrativa. A pagina 23 si trova l’articolo 8, “Finanziamento di esigenze indifferibili”. Sono 23 commi racchiusi in due pagine e mezza. Compararne alcuni è istruttivo. Partiamo da quello che più ci interessa, il 7. Recita: “Per il finanziamento di studi, progetti, attività e lavori preliminari, lavori definitivi della nuova linea ferroviaria Torino-Lione è autorizzata la spesa di 60 milioni di euro per l’anno 2013, di 100 milioni di euro per l’anno 2014 e di 530 milioni di euro per l’anno 2015”. Di sfuggita, notiamo che il totale fa 690, cioè 100 milioni in meno di quanto proposto nella prima versione della legge e annunciato dai media. Comunque, quasi 700 milioni in tre anni per la Torino-Lione. Ma quei 100 milioni – vedremo – saltano fuori da un’altra parte.
Il comma 3 riserva 300 milioni nel 2013 per la manutenzione straordinaria della rete ferroviaria. Il comma 4 destina altri 700 milioni alle ferrovie, ma Mario Virano, “commissario” per la Torino-Lionein maniera più oscura. Infatti dice: “Per il finanziamento degli investimenti relativi alla rete infrastrutturale ferroviaria nazionale è autorizzata la spesa di 600 milioni di euro per l’anno 2013, 50 per il 2014 e il 2015 da destinare prioritariamente alle opere in corso di realizzazione ai sensi dell’articolo 2, commi 232-234 della L. 23 dicembre 2009, n. 191” (la sottolineatura è mia). Cos’è questa legge? E’ la finanziaria 2010. Cosa dicono i commi citati? Individuano “specifici progetti prioritari ricompresi nei corridoi europei Ten-T e inseriti nel programma delle infrastrutture strategiche, aventi costi e tempi di realizzazione superiori, rispettivamente, a 2 miliardi di euro e a quattro anni dall’approvazione del progetto definitivo e non suddivisibili in lotti funzionali di importo inferiore a 1 miliardo di euro (omissis), elencati nell’Allegato Infrastrutture”.
E indovinate un po’ quale opera risponde a tali caratteristiche? Il famoso Corridoio 5 Lione-Kiev (continuano a chiamarlo così perché si sono affezionati: in realtà da tempo l’Europa lo ha ridotto a Progetto Prioritario 6 Lione-Budapest). Cioè, per noi, l’alta velocità Susa-Torino-Milano-Venezia-Trieste. La quale, dunque, nei prossimi tre anni si mangerà altri 700 milioni (nella prima stesura del disegno di legge i milioni erano 600: ecco risistemato il totale pattuito). Nota: il comma 233 di quella legge ha conseguenze gravissime. Dice: “Con l’autorizzazione del primo lotto costruttivo, il Cipe assume l’impegno programmatico di finanziare l’intera opera ovvero di corrispondere l’intero contributo finanziato e successivamente assegna le risorse che si rendono disponibili allo scopo di finanziare i successivi lotti costruttivi fino al completamento delle opere”. Mose VeneziaCioè, come ripetiamo da sempre, prepara una nuova A3 (la Salerno-Reggio, che ha appena festeggiato 50 anni di lavori). Per questo è necessario impedire che comincino. Perché poi non si tornerà più indietro.
Il comma 5 destina 300 milioni nel 2013 per le strade gestite da Anas. Il 6 dà 50 milioni nel 2013 al Mose e ben 1.2 miliardi nei successivi 3 anni. Poi, in ordine sparso e non esaustivo: 100 milioni di euro per finanziare interventi a favore di categorie di lavoratori disagiati come esodati e affini (c. 11). 40 milioni l’anno per gli aerei antincendi (c. 13). 5 milioni – ma dal 2014 – e poi 10 milioni dal 2015 per le politiche internazionali a favore dell’ambiente marino (c. 9). 130 milioni per incrementare il “Fondo per la concessione di anticipazioni agli enti locali in situazione di grave squilibrio finanziario” (c. 10). 25 milioni per tre anni per la bonifica dei poligoni militari (c. 19). 223 milioni per il programma di interventi in materia di istruzione previsti dalla legge finanziaria 2009 (c. 17). 110 milioni rifinanzieranno i comuni di Palermo e di Napoli e la provincia di Napoli per lavori socialmente utili e formazione professionale (c. 20), mentre alla regione Campania andranno 159 milioni di risorse residue per la spesa sanitaria previste dal decreto di riordino del 1990 (c. 12). Infine 900 milioni sono stanziati per interventi urgenti a favore di università, famiglie, giovani, materie sociali, terremotati aquilani e sostegno alle iniziative di organizzazioni internazionali per processi di pace e Luca Giuntistabilizzazione (c. 21).
Certamente questo disegno di legge verrà ancora modificato in Parlamento, e questa breve nota riguarda soltanto una piccola parte della manovra finanziaria (oops, non è una manovra!), ma sembra sufficiente per essere preoccupati e per comprendere in mano di quali tecnici siamo. La proporzione tra le varie voci – ad esempio tra i 40 milioni l’anno per i Canadair e i 400 milioni l’anno per il Mose – illustra le priorità del governo meglio di ogni proclama. Del resto, chiunque può leggere il disegno di legge e, con l’aiuto di Google e di una calcolatrice, capire cosa si taglia e cosa invece si favorisce. Mediate, gente, meditate!
(Luca Giunti, “Breve nota sul disegno di legge di stabilità”. Ambientalista e naturalista, Luca Giunti è un attento osservatore tecnico nonché attivista No-Tav).
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