DALL’ASSEMBLEA SULLE LOTTE TERRITORIALI IN VALSUSA
Durante la prima settimana di settembre, la Val di Susa è stata teatro di un intenso programma di iniziative di lotta e di confronto che hanno visto come protagonisti il movimento valsusino e le realtà studentesche provenienti da tutta Italia.
Queste ultime sono in stretto contatto fra loro ormai da molto tempo e portano avanti un percorso comune a livello prettamente studentesco, ma negli ultimi anni sono emerse l’esigenza di ampliare gli orizzonti di lotta e la volontà di inserirsi ed intervenire anche all’interno di contesti che trascendono le mobilitazioni e le battaglie che vengono portate avanti nella dimensione scolastica.
Da qui è sorto il bisogno di trovare un momento di confronto che sia in grado di costruire una connessione concreta tra tutte quelle lotte che sono attive nei territori per contrastarne la devastazione.
Mercoledì 4 settembre, al presidio di Venaus, ha avuto luogo un’ assemblea sulle lotte territoriali.
Tante le realtà presenti dal nord al sud e tanti i temi toccati, dalla lotta all’alta velocità a quella contro le antenne di Niscemi, dalle mobilitazioni della logistica a quelle contro la devastazione ambientale in Calabria, dalle lotte degli studenti milanesi contro l’Expo fino ad arrivare alle lotte all’interno dei quartieri.
Molti giovani hanno raccontato e condiviso quello che succede all’interno dei propri territori, e proprio da questa assemblea è uscita la volontà di condividere le lotte e l’esigenza di avviare un percorso di condivisione e contaminazione delle stesse.
L’assemblea si è conclusa con la proposta di creare una piattaforma multimediale in grado di garantire uno spazio di confronto, analisi e condivisione delle lotte territoriali degli studenti e non solo al fine di consolidare ed allargare i movimenti.
Una delle cose che collega questi ultimi in modo trasversale, è la pressione che viene esercitata e dettata da linee politiche ben precise che hanno come unico obiettivo quello di stroncare sul nascere ogni tipo di dissenso .
Questa strategia portata avanti dalle diverse controparti, non deve essere vista come motivo di disgregazione, ma di unione e di forza.
Proprio per questo giovani e meno giovani, hanno deciso di dire basta a questo processo repressivo, riprendendo in mano la propria vita, unendosi e creando delle nuove forme di convivenza e di lotta diventandone protagonisti in prima persona.
Negli anni attraverso queste mobilitazioni, nate in tutto il territorio nazionale (NO TAV, NO MUOS, NO TERZO VALICO etc..), le persone hanno imparato a vedere in modo differente il mondo circostante.
E’ venuta così creandosi, dal basso, una nuova coscienza politica, il cui impegno semplice, generoso e collettivo, della difesa del proprio territorio mette in discussione l’arroganza e le gerarchie di un potere abituato ad usare e gettare gli esseri umani e la natura, quando non gli servono più.
Ci stanno togliendo ogni diritto e la dignità di persone, e al bisogno sociale di lavoro, casa, sanità, cultura, servizi, qualità di vita, rispondono con le grandi “male” opere, i grandi eventi, la distruzione delle risorse, la privatizzazione dei servizi, la guerra all’uomo e ai territori.
Per questi motivi riteniamo importante creare altri momenti di confronto collettivo e condivisione delle varie esperienze di conflitto, tale da permetterci di consolidare ed estendere la rete di opposizioni che esiste e che deve crescere.
Dalla Valle alla pianura un solo grido: A sarà dura!
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