CONFERENZA STAMPA DEL MOVIMENTO NO TAV [GUARDA VIDEO]
Il Movimento NO TAV terrà, mercoledì 16 novembre 2011, alle ore 16,30, in Torino presso la Sala Antico Macello di Po in Via Matteo Pescatore 7, (parallela di Piazza Vittorio-angolo Via Vanchiglia), una CONFERENZA STAMPA per denunciare la mancanza di una corretta informazione sulle ragioni per cui la Comunità Valsusina si oppone da venti anni al progetto della linea ad Alta Velocità Torino Lyon, e per denunciare una grave “azione giornalistica” di provocazione ed intimidazione nei confronti del Movimento NO TAV, che rimanda ad un quotidiano torinese.
per il Movimento No Tav
Giovanni Vighetti, Pierluigi Richetto, Mauro Rubella, Doriana Tassotti, Bruno Faggiano, Giorgio Vair
La conferenza stampa sarà ripresa interamente ed il video sarà in rete non appena possibile.
Chi è Alessio? Una cellula‘deviata’ di giornalisti de La Stampa conduce provocazioni informatiche? Il quotidiano torinese nel mirino dei No Tav.
Una conferenza stampa del movimento No Tav, disertata dai giornalisti delle maggiori testate torinesi, ha ieri denunciato l’attività di ignoti che utilizzano sotto pseudonimo alcuni IP de La Stampa per introdurre notizie false in rete ed indurre gli interlocutori a fare dichiarazioni avventate (segnalate probabilmente subito alla polizia) a proprio discapito.
Come spesso succede i fatti emergono per coincidenze o casualità. Quelli che mettono La Stampa in difficoltà hanno inizio il 24 Luglio scorso quando A.L., un reporter che sta filmando gli interventi della polizia contro i No Tav presso la centrale elettrica dell’Avanà, viene centrato in pieno volto da un proiettile lacrimogeno sparato da breve distanza. A.L. riporta 15 fratture a naso, denti e mandibola e deve sottoporsi a interventi multipli; se non avesse indossato la maschera antigas, che ha parzialmente attutito e deviato il proiettile metallico, sarebbe probabilmente morto. Recuperato lo shock del primo ricovero e tornato in grado di scrivere mette una cronaca del suo incidente in rete su un circuito aperto frequentato da molti No Tav e anticipa una sua denuncia alla Questura. Tra i tanti messaggi di solidarietà, riceve a più riprese un messaggio firmato Alessio che, fingendosi in confidenza con persone citate con familiarità, tenta di fargli dire che si è ferito da solo cadendo, il tutto con linguaggio roboantemente antagonista (‘…questo Stato che fa schifo…la ‘bottiglia’ del 23 Giugno…ci stavano gasando come topi senza rispetto per nessuno, neanche per i bimbi…). A.L., stupito dall’insistenza nel volergli far dare una versione diversa, conferma a più riprese di essere stato colpito da un lacrimogeno.
Nello stesso periodo, una delegazione No Tav, all’insaputa di questi scambi di mail, chiede un incontro alla redazione de La Stampa per discutere l’atteggiamento dei giornalisti nei confronti dei fatti della Val Susa. L’incontro è pacato finchè non interviene Massimo Numa, il cronista che descrive sempre in termini terroristici ed estremi gli accadimenti in Valle corredandoli esclusivamente delle versioni della Questura, contesta alcuni dati tra cui le cause del ferimento di Lupi che lui ritiene conseguente a una caduta e difende l’operato della polizia. Il tempo di venire al corrente della strana coincidenza ed ecco l’errore: forse pressato dalle numerose versioni conformi a quella di Lupi, arriva un messaggio non firmato ma in cui lo scrivente riprende il discorso ed il frasario di ‘Alessio’ che ‘stupito delle reazioni’ chiede scusa pur ribadendo la sua versione. Peccato che questo messaggio provenga direttamente dall’indirizzo di Numa alla Stampa. Una svista che rivela l’inganno. I No Tav indagano per via telematica e scoprono che i messaggi di Alessio provengono da almeno un IP de La Stampa. Chiedono un incontro al Direttore, Calabresi, richiesta che viene ignorata. A questo punto parte una querela contro ‘Alessio’ e si convoca la conferenza stampa. Sarà l’Escopost a confermare la provenienza dei messaggi e probabilmente l’Ordine dei Giornalisti ad essere informato con un esposto.
A questo punto sta al Direttore, se vorrà evitare una campagna di discredito su di lui e sul giornale, fare chiarezza sull’uso improprio dei mezzi del giornale per intraprendere iniziative di provocazione informatica al di fuori dei compiti del giornalista e sull’esistenza in redazione di una cellula ‘deviata’ che si dà come compito quello di coinvolgersi direttamente nelle vicende valsusine per facilitare e/o indirizzare l’intervento poliziesco.
In questa luce si potranno forse interpretare altri fatti con Numa protagonista come la forzatura a velocità pericolosa del presidio della Maddalena (insieme ad un collega) apertamente in cerca dell’incidente con i No Tav presenti (tutto filmato) del giugno scorso o come altre ‘intrusioni’ informatiche volte a screditare singoli attivisti. Non è comunque un mistero che il soggetto pratichi un giornalismo a senso unico, sovente paradossalmente intimidatorio, sempre a senso unico, più proprio di un politico (tipo un Ghiglia o un Esposito) che di un cronista corretto. Del resto mai è stato visto, come altri suoi colleghi di testate pur favorevoli all’Alta Velocità, colloquiare con i manifestanti; sempre invece riparato dai Carabinieri o nascosto dietro i suoi adorati celerini ‘in assetto antisommossa’. Da questa vicenda, se confermata nei suoi aspetti deteriori, l’informazione pro tav ne uscirebbe senz’altro indebolita ma, una volta fatta pulizia, potrebbe tornare ad essere pura e semplice informazione e La Stampa sempre un giornale della lobby industriale ma onesto. Sarebbe comunque un passo avanti.
Fabrizio Salmoni
da Wikipedia: Un Indirizzo IP (dall’inglese Internet Protocol address) è un numero che identifica univocamente un dispositivo collegato a una rete che utilizza Internet Protocol come protocollo di comunicazione. Un indirizzo IP assolve essenzialmente a due funzioni principali: identificare un dispositivo sulla rete e fornirne il percorso di raggiungibilità. (http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP)
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=XR_cFAv7wx4&feature=player_embedded[/youtube]
Leggi anche

Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”. Il terminal è interessato […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]
