Comunicato notav: “Questo progetto deve essere fermato per il bene dell’Italia”
La Ratifica italiana e francese degli accordi per la Torino – Lione tra Italia e Francia di Parigi 2015 e Venezia 2016 non accende i cantieri del tunnel di 57 km e non spegne la lotta NO TAV
Appello del Movimento NO TAV
“Questo progetto deve essere fermato per il bene dell’Italia”
Usare l’esistente – Non sprecare il denaro pubblico – Non devastare la natura
Il Comunicato Stampa dell’Opposizione francese
Il Senato francese ha concluso stamani l’iter per l’approvazione della Legge di Ratifica degli Accordi di Parigi 2015 e Venezia 2016 tra l’Italia e la Francia. Constatiamo che molti dei dati tecnici ed economici forniti da alcuni Senatori per sostenere l’approvazione della ratifica erano solo verosimili o addirittura errati. https://www.senat.fr/enseance/2016-2017/330/liste_discussion.html – http://www.senat.fr/cra/s20170126/s20170126_mono.html
Il 20 dicembre 2016, all’indomani della conclusione alla Camera dell’iter legislativo della Ratifica italiana, la società TELT, responsabile dei lavori di costruzione del Tunnel di 57 km aveva comunicato la sua “massima soddisfazione”. Una dichiarazione avventata anche in considerazione del futuro ed inevitabile fallimento della società TELT che dovrà gestire la nuova linea ferroviaria e quella esistente per mancanza di traffici merci e passeggeri su questa direttrice. Il Movimento No TAV ricorda a questo proposito che la Svizzera dispone già di altri due nuovi tunnel sotto le Alpi che rendono nei fatti superfluo quello di 57 km tra Susa e Saint-Jean-de-Maurienne.
TELT ha anche annunciato che sta compiendo tutti i passi necessari per il lancio dei bandi di gara per l’affidamento dei lavori, a partire dal 2017, che consentiranno l’avvio dei cantieri nel 2018, “sempre che i fondi nazionali italiani e francesi siano realmente disponibili e non solo promessi” fa notare il Movimento No TAV.
Il Movimento No TAV afferma che la migliore scelta per l’Italia, la Francia, l’Europa e il Pianeta è l’uso dell’esistente. Tra Torino e Lione esiste una linea ferroviaria perfettamente funzionante e moderna che è utilizzata a meno di un sesto della sua potenzialità.
Non vi è dunque nessuna necessità di una nuova linea ferroviaria, costruirla significa gettare via risorse pubbliche e devastare la natura.
Questo progetto deve essere fermato per il bene del Paese e gli importi previsti a carico dell’Italia devono essere subito trasferiti verso la realizzazione di Opere Utili per ricostruire e mettere in sicurezza il territorio devastato da terremoti e alluvioni.
Ricordiamo che è di pochi giorni fa il finto litigio tra il Ministro Padoan e la Commissione europea che richiedeva all’Italia di ritoccare il livello del suo indebitamento interno per un importo di 3,4 miliardi (pari allo 0,2% del PIL), mentre nello steso tempo il Presidente Gentiloni stanziava con prontezza ben € 20 miliardi per salvare 4 banche, un importo pari all’1,20% del PIL 2015 di € 1663 miliardi. http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/National_accounts_and_GDP
Il Movimento No TAV ricorda che l’importo a carico dell’Italia per scavare il tunnel di base è di € 3 miliardi, pari allo 0,18% del PIL 2015, una cifra destinata inevitabilmente ad aumentare per inflazione, rischi geologici e modifiche del progetto. E ricorda anche che una buona parte dei lavori a carico della Francia sono in realtà pagati dalla generosa Italia.
La Ratifica è una legge che non apre nell’immediato i cantieri per la costruzione del tunnel ma consente tuttavia ai Governi di Italia e Francia di poter prevedere di spendere denaro che questi Paesi non hanno attraverso l’aumento del debito interno, giunto già a livelli insostenibili: per l’Italia circa € 2229 miliardi e per la Francia circa € 2160 miliardi.
Per usare le parole di TELT, il Movimento No TAV sta compiendo tutti i passi necessari affinché non sia dato il via allo scavo del tunnel di 57 km di questa Grande Opera Inutile e Imposta.
Da oltre un mese il Movimento No TAV, attraverso numerose riunioni in Valle Susa che hanno visto una foltissima partecipazione, ha definito le tappe dei prossimi mesi di lotta che riprenderanno, nello stile di una opposizione che prosegue ininterrotta da 28 anni, temi e azioni tradizionali e altri con contenuti più innovativi allo scopo di rilanciare il dibattito sulle GOII e di imporre un’agenda al Paese.
Proseguono intanto in Valle Susa gli incontri con la popolazione per fornire informazioni aggiornate sulla situazione, con particolare attenzione agli espropri che TELT intende attuare nelle prossime settimane.
Altre iniziative saranno organizzate per rafforzare ancora di più il consenso verso la lotta No TAV che è forte e diffusa in tutta Italia e per sottolineare il carattere “protagonista” dell’opposizione alla Torino-Lione nei confronti dei gravi problemi sociali, economici e ambientali che l’Italia deve affrontare in questi tempi.
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