‘inchiesta sul Tav
Il 22 gennaio 2014 è stato assegnato alla 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici) il disegno di legge di istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul progetto e la realizzazione dell’opera denominata “Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (TAV)”.
La Commissione di inchiesta si è resa necessaria a fronte dell’evidenza di molteplici atti illeciti che hanno indotto l’Amministrazione dello Stato a ritenere esistente l’utilità e la necessità collettiva della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Torino Lione.
Infatti, nonostante la realizzazione della nuova Linea ad alta velocità sia legislativamente condizionata al verificarsi della saturazione della ferrovia esistente e nonostante l’evidenza che non è prevedibile alcuna saturazione di quest’ultima, come ben indicato in due distinte occasioni della Corte dei Conti francese nonché dall’Ufficio Federale dei Trasporti elvetico, si è proceduto oltre.
La Commissione di inchiesta dovrà indagare, unitamente ad analoga Commissione d’inchiesta europea, su chi abbia indotto lo Stato italiano e la Comunità europea a ritenere, erroneamente, già avvenuta o prossima la saturazione della linea esistente.
A tal proposito si evidenzia che nello Statuto del Soggetto Aggiudicatore LTF – Lyon Turin Ferroviarie – al 10.3.2009 – così si legge: “La realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario misto merci-viaggiatori deve consentire di far fronte alla prossima saturazione delle infrastrutture esistenti”.
Analogamente nella richiesta di finanziamento alla UE sono contenuti errati dati su flussi di traffico nonché l’indicazione di una prossima saturazione dell’attuale linea.
Ci sono evidenti anomalie anche in riferimento alle norme utilizzate per l’approvazione dell’opera del cunicolo esplorativo di Chiomonte da parte del C.I.P.E.
Infatti, nonostante nel 2006 la Presidenza del Consiglio dei Ministri avesse deciso lo stralcio del progetto dalle opere strategiche ( c.d. Legge Obiettivo) e la riconduzione alle procedure ordinarie, il C.i.pe. (firmatari Berlusconi e Miccichè) ha provveduto ad approvare il progetto ai sensi della Legge Obiettivo e non di quella ordinaria.
Lo scopo di avvalersi della Legge Obiettivo è ovvio: il progetto del cunicolo esplorativo di Chiomonte (Maddalena) non sarebbe mai stato approvato dal C.I.P.E. se si fosse applicata la legge ordinaria, in quanto estrapolato da altra e diversa opera definitivamente abbandonata, il cunicolo esplorativo di Venaus.
L’utilizzo della Legge Obiettivo al posto della normativa ordinaria costituisce l’illecito artifizio giuridico teso al mantenimento dell’appalto vinto nel 2005 dalla Venaus S.c.a.r.l. (C.M.C.), appalto riferito alla realizzazione del cunicolo esplorativo di Venaus, opera di fatto abbandonata.
Per tale illecita ragione mai è stata indetta gara di appalto europea per il Cunicolo esplorativo di Chiomonte, nonostante fosse previsto dalla richiesta di finanziamento alla UE.
La futura Commissione d’inchiesta dovrà indagare sulla base di quali atti (Conferenze di Servizio incluse – date per esistenti ma, di fatto, inesistenti) il C.I.P.E. abbia emesso la delibera n. 86 del 18.11.2010 e perchè abbia utilizzato la normativa di cui alla Legge Obiettivo (opere strategiche) e non abbia, invece, rigettato il progetto proposto utilizzando, come avrebbe dovuto, la normativa ordinaria.
A tal proposito si evidenzia che nel 2009 la struttura tecnica di missione del Ministero infrastrutture ha affermato che l’opera non è mai uscita dal novero delle infrastrutture strategiche ex legge obiettivo desumendo tale affermazione dall’allegato 7° DPEF approvato dal C.I.P.E. il 15.7.2009 (opere strategiche), allegato che, invece, indica esattamente il contrario: “alla voce valichi sono comprese le opere ricusate dalla Corte dei Conti ma non è compresa la Torino Lione”.
Queste sono le principali (ma non uniche) ragioni per l’istituzione della Commissione di inchiesta che sarà seguita da analoga in seno al futuro Parlamento Europeo.
Marco Scibona
Senatore M5S Piemonte
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