
Ciao Gino!

Il Movimento NO TAV non dimenticherà Gino Strada.
Anche sul territorio della nostra Valle militarizzata e sottoposta al “diritto penale del nemico” è stato eretto un fortino a guardia del cantiere TAV. Dentro la zona dichiarata “di interesse strategico nazionale” circolano i “Lince”, staziona l’esercito: fatte le debite proporzioni, sono gli stessi mezzi e gli stessi uomini impiegati in Afghanistan e negli altri teatri della guerra imperiale.
Per questo noi , “popolo di troppo”, vogliamo ricordare come fratello chi ai “popoli di troppo” ha dedicato saperi, impegno e vita.
Egli non ebbe mai dubbi da che parte stare. Lo dice tutta la sua vita, spesa sempre dalla parte degli ultimi, di coloro che non hanno potere né voce, dei “popoli che resistono”.
La fedeltà al fiore azzurro della sua giovinezza sessantottina divenne presa di posizione concreta e spesso solitaria contro un sistema che da sempre esporta guerre e le chiama pace, porta avanti la devastazione sociale e ambientale e la chiama Progresso, spinge alla fame i popoli ed innalza barriere invalicabili contro quanti si mettono in cammino verso gli Eldoradi che lucrano dei beni loro sottratti e perduti per sempre.
Fu medico contro la guerra. Diffidava delle etichette di “umanitarismo” e “pacifismo”: troppe le “guerre umanitarie” e le “missioni arcobaleno” sotto l’egida USA e NATO, rivoltanti ossimori a cui Gino, con Emergency, ha sempre contrapposto l’aiuto concreto degli ospedali dove venivano curate le vittime dei conflitti e prima di tutto i bambini, dilaniati dagli ordigni di morte sui quali da sempre si ingrassano fabbriche e trafficanti d’armi, anche italiani.
Ha scritto anche un libro, “Pappagalli verdi”, per denunciare le tragedie dei bambini afghani e dei loro corpicini straziati da quegli strani oggetti, colorati come giocattoli che, maneggiati o calpestati, scoppiavano, portando mutilazioni e morte.
Per questi poveri del mondo egli ha sempre voluto il meglio, locali di cura il più possibile puliti e belli, con fiori e trattamento dignitoso e, per i più piccoli, aree gioco, altalene, tutto ciò che potesse favorire riabilitazione fisica e rasserenamento psicologico.
Anche a proposito della presente pandemia, in cui, non solo a livello sanitario, si allarga più che mai la forbice delle disuguaglianze sociali, Gino Strada ci lascia un suo pensiero:
“Il diritto a essere curati è un diritto universale. Appartiene a tutti, in quanto membri della comunità. Per questo deve essere garantito a tutti, allo stesso modo, ovunque.
“Uguaglianza”, in medicina, significa garantire a tutti lo stesso livello di cura, lo stesso livello scientifico, la stessa qualità. Gratuitamente, senza distinzioni…. .
Per la morte quest’uomo che non fu mai né volle mai essere succube del potere, non bastano parole di cordoglio.
Ricordarlo significa lottare perché il mondo senza guerre, in cui , davvero, ognuno possa ricevere secondo i propri bisogni e dare secondo le sue possibilità, non sia solo un sogno, un’utopia irrealizzabile…..
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