
Chiusura del presidio NOTAV di Chiomonte, chiusura di spazi di democrazia.
Chiusura del presidio NOTAV di Chiomonte, chiusura di spazi di democrazia. di Nino Casciaro
Il venerdì sera frequento il presidio con il gruppo NO TAV del coordinamento Valsangone, è il nostro impegno di lotta. Ci si incontra, si cena insieme e poi una passeggiata verso le reti, il tutto per dimostrare la nostra opposizione a questa opera inutile e costosa, che non è ancora iniziata ma ha già portato una brutale devastazione in un territorio montano così bello.
Penso che il presidio del territorio sia una forma di lotta legittima, così come il presidio delle fabbriche, le assemblee permanenti nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Una legittimità scritta nella storia democratica del nostro paese, malgrado quanto possano affermare alcuni magistrati a Torino. Grazie a queste lotte i lavoratori, le donne, gli studenti hanno saputo cambiare la società, costruendo nuove culture della partecipazione e dei diritti per tutti.
Ma oggi i signori dei poteri forti, tecnici e politici, mettono in discussione i diritti acquisiti e con essi il diritto a lottare, sollecitano l’intervento repressivo della magistratura e delle forze di polizia contro chi si oppone, in Val Susa, in Italia ed in Europa. E per costruire consenso, fanno accompagnare le informazioni sulle iniziative di lotta con le solite notizie di violenza, di ritrovo di arnesi, maschere, di lancio di pietre, ecc. Si ripete una storia sui movimenti già verificatasi tristemente in Italia. In modo irresponsabile certi giornalisti si prestano al gioco; strumentalizzano comportamenti esasperati di pochi in alcune situazioni, con i loro ripetuti articoli prefigurano e quasi richiamano situazioni di violenza e scelte estreme; promuovono e sollecitano così la criminalizzazione del movimento, in particolare dei giovani. Invece il movimento NOTAV attua una lotta determinata, pacifica e popolare, nella consapevolezza che non si può prescindere dal rispetto di tutte le persone. E malgrado ciò, in più occasioni i manifestanti e la popolazione hanno subito violenza, lacrimogeni cancerogeni a volte sparati ad altezza d’uomo con feriti gravi, idranti, sgomberi, arresti, perquisizioni, e una presenza di forze di polizia come da occupazione militare oppressiva.
Questo sì, è un uso non motivato e non legittimo della violenza, tollerato dalla magistratura in una discrezionalità e parzialità inaccettabili! Non occasioni di confronto democratico ma tanta repressione. Così i signori dei vari governi per imporre le loro decisioni hanno ordinato questo costosissimo dispiegamento di forze, sottraendo risorse alla lotta contro le mafie ed il malaffare, fenomeni notoriamente diffusi in Italia e in particolare nelle grandi opere inutili. E con le risorse portate via alle pensioni, alla scuola pubblica, alla sanità, ai salari, questi signori fanno tanti regali miliardari a se stessi, ai loro amici della finanza, ai loro amici costruttori di trafori, di armi e aerei da guerra micidiali, treni super veloci.
Politiche non al servizio dei cittadini ma degli interessi dei soliti pochi affaristi ingordi.
Noi del movimento NOTAV siamo contrari a nuovi debiti, pretendiamo un uso attento delle risorse, interventi in difesa del territorio, dell’occupazione, sanità, scuola, servizi sociali. La nostra è una lotta politica, siamo per una nuova società dove si pratichi il reale rispetto della persona nei suoi bisogni, dignità e diritti. Pensiamo che tutto questo stia maturando come necessità ineludibile nei movimenti di lotta e nella gente comune, nulla potrà fermare questa consapevolezza e un nuovo modo di essere cittadini.
E per queste nostre convinzioni riusciremo sempre e comunque ad avere un nostro presidio e a costruire partecipazione!
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