
”… h18 – piazza solferino – Torino: Contestiamo Caselli!!
E invece no… Il procuratore capo di Torino ha preferito non presentarsi all’appuntamento. Tutto rinviato (a questo punto forse) al 23 marzo. Un nutrito presidio di no tav ha così atteso comunque all’appuntamento l’arrivo del procuratore che dopo aver capito la musica ha preferito rimanere chiuso nei palazzi dai quali ormai quotidianamente lavora contro i movimenti. Tutti ormai sanno e tutti devono sapere cos’è la politica criminale di Giancarlo Caselli, un uomo che vive dei propri incubi, terrorismo, insurrezzione, oggi lotte popolari. Sono lontani i tempi degli illosori applausi antimafia, oggi chi come Caselli vorrebbe usare gli strumenti della legge per difendere governi, appalti e mafie del cemento si scontra con dei movimenti popolari sempre più consapevoli e sempre più determinati. Noi ci siamo e ci saremo sempre, per difendere i nostri compagni, per liberarli, dalla parte degli oppressi, mettendoci la faccia e rischiando molto. La lotta no tav prosegue, adesso ARRESTATECI TUTTI! SE CI RIUSCITE…
Da ieri sera lungo le vie dei social network sta rimbalzando la notizia della presenza del procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, alla libreria ‘La Torre di Abele’ di via Pietro Micca a Torino…
Il magistrato è l’artefice dell’operazione contro il movimento No Tav che ha portato all’arresto di 25 persone in tutta Italia, No Tav che in questi giorni stanno vivendo in carcere in un clima di crescente disagio. Negli ultimi due giorni, infatti, il carcere le Vallette di Torino è stato teatro di un episodio di protesta da parte di Giorgio e Tobia, due degli arrestati nell’operazione del procuratore Caselli. E’ notizia di oggi che i provvedimenti presi nei confronti degli arrestati consistono nel trasferimento coatto in diverse altre carceri piemontesi come quelle di Cuneo e Ivrea.
Questa decisione inaccettabile ha il solo scopo di aumentare la tensione dei detenuti e delle loro famiglie, che si trovano costrette a rincorrere le decisione di qualche giudice permaloso. Il procuratore Caselli, da paladino (autonominatosi) dell’antimafia, si è trasformato in persecutore di chi lotta per i propri diritti e per costruire un futuro migliore, in Val di Susa come altrove.
Caselli sarà lì per presentare il libro, ‘La colpa’, noi invece ci saremo per gridare che siamo nel giusto, che il movimento No Tav non si arresta! E’ importante esserci, ognuno con la propria bandiera No Tav: appuntamento alle 18 in piazza Solferino.
Fermarci è impossibile, tutt* presenti!
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