Cantiere: notti di agitazione
Apprendiamo dai quotidiani di un altra notte di attacchi al cantiere di Chiomonte con una ricostruzione così certosina da far quasi pensare che i reporter fossero sul luogo (o hanno usato la solita velina della questura). Nei commenti di Stampa e Repubblica, non manca l’aggancio forzato alla visita di Ltf a Bussoleno (ad personam, incontrando cittadino per cittadino interessato ) e la già indetta accoglienza dei cittadini notav, che prontamente hanno messo il sindaco in condizioni di rinunciare ad aprire con consì tanto entusiasmo le porte di quel comune che ha conquistato con 4 voti di differenza dalla lista dichiaratamente notav Bussoleno Provaci. Ltf ci gioca su, percè sarebbe difficile affrontare un paese intero che osteggia il Tav, ma per domani è CONFERMATO IL PRESIDIO PER LTF DOMANI 15 MAGGIO A BUSSOLENO
Incolliamo l’articolo di Repubblica.
Da la Repubblica – Attacco al cantiere Tav di Chiomonte la notte scorsa poco dopo le 3. In una trentina, a volto coperto, hanno iniziato un fitto lancio di bombe carta, molotov, bengala e razzi. I No Tav, entrando in azione simultaneamente in più punti della recinzione, hanno poi cercato di bloccare con alcuni cavi d’acciaio tre cancelli – il 4, il 5 e l’8 – per non far uscire il personale. Tagliando infine il lucchetto del varco 8 bis sono riusciti a entrare nel cantiere e, lanciando bottiglie incendiarie, hanno dato alle fiamme un motocompressore. Due molotov sono state gettate anche verso i poliziotti di guardia al cantiere col rischio di colpire qualcuno. I manifestanti sono stati però subito respinti dopo pochi istanti con idranti e lacrimogeni dalle forze dell’ordine che presidiavano l’area e si sono dileguati nei boschi. Tutto è durato una ventina di minuti, alla fine non c’è stato alcun contatto con polizia e carabinieri e non risultano feriti. Dopo la fuga degli aggressori, all’esterno del cantiere sono stati ritrovati un rudimentale mortaio realizzato con un tubo per sparare i razzi, due bottiglie incendiarie inesplose, torce, catenacci usati per bloccare i cancelli, cesoie e una maschera antigas.
Visibilmente preoccupato il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli: “Ieri notte – dice allarmato – c’è stato un salto di qualità preoccupante: si è assistito a una vera azione di guerra. Un’azione militarmente organizzata nei dettagli, con un lancio di una quantita industriale di molotov. Non si può far finta di niente. Solo per un caso non c’è scappato il ferito o addirittura il morto. Bisogna intervenire, non può essere solo un problema della magistratura. Impiegare l’esercito come in Campania? Non sta a me dirlo, ma i politici devono prendere coscienza di quel che sta accadendo in Val di Susa e decidere se quest’opera si deve fare oppure no”
L’episodio alimenta nuove tensioni in Valle alla vigilia della giornata nella quale, al Comune di Bussoleno, i tecnici di Ltf dovranno incontrare singolarmente i cittadini interessati dagli espropri, “accolti” da un presidio No Tav. L’assalto della notte scorsa non tarda a provocare reazioni di alcuni politici e amministratori. Silvia Fregolent, esponente Ecodem e responsabile economia dei deputati Pd, avverte: “Abbiamo superato il livello di guardia ed il rischio eversione è sempre più concreto”. Il presidente della Provincia Antonio Saitta affida il suo commento a Twitter: gli autori dell’aggressione, scrive, “sono degli sconfitti che dimostrano con la violenza le loro false ragioni”. Altero Matteoli, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, afferma: “L’ennesimo gesto di teppismo al cantiere della Tav, che fa seguito a quello della scorsa settimana in cui è rimasto ferito un operaio, è intollerabile e va condannato senza se e senza ma”.
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