
CAMION TAV TERZO VALICO PERDE SMARINO IN MEZZO AL PAESE

Nel primo pomeriggio di ieri, un autotreno proveniente dai cantieri del Terzo Valico ha perso la maggior parte del suo carico lungo la provinciale verso la Marella.
Si tratta di terreno di scavo ricco di smarino, per intenderci, lo stesso materiale risultante dagli scavi del cantiere di Chiomonte.
La strada è stata immediatamente chiusa al traffico, i cittadini e le cittadine sono rimasti bloccati nelle proprie abitazioni e la Provincia, l’Arpa, l’ Asl e alcune ditte che si occupano di smaltimento di rifiuti dannosi per l’ambiente stanno provvedendo alla bonifica del terreno.
Un residente della zona, Candido Cupelli, ha detto a La Stampa di essere molto preoccupato per quanto accaduto e che, una volta asciugato lo strato di melma si chiede quanto le infiltrazioni di questo materiale nelle crepe dell’asfalto già deteriorato dal traffico, influiranno sulla salute degli abitanti.
Parliamo infatti secondo il signor Cupelli di 250 mezzi pesanti che ogni giorno transitano dai cantieri alla cava.
I residenti sono quindi costretti a respirare quotidianamente anche le fibre di amianto che si disperdono nell’ambiente durante il transito.
Sono anni che ci ripetono che lo smarino non é tossico e che i detriti di amianto che svolazzano su e giù per i territori non rappresentano una minaccia alla salute e all’ambiente e poi….viene mobilitato un apparato di queste dimensioni per uno sversamento di terra su una strada.
Tutto questo é quanto meno paradossale.
Questo é uno degli scenari che potrebbe toccare la Valsusa, con cantieri di stoccaggio tra Salbertand, Susa e la cava di Caprie in cui la quantità di materiale dichiarata é di 40.000 m3, il che significa circa 3000 camion da cantiere che si sposteranno sul nostro territorio.
All’alba della transizione ecologica e del pnrr che vorrebbero diminuire l’impatto ambientale del sistema industriale europeo, questi dati, che da anni denunciamo, ci sembrano sempre più reali e sempre più allarmanti.
La salute é un bene prezioso per tutte e tutti, lo diciamo dopo un anno di pandemia causato tra gli altri fattori, proprio dall’inquinamento, e non può essere piegata dalle mere logiche di profitto come vorrebbero Telt e i partiti politici che da sempre si battono per il Tav.
Cartoline da un futuro non troppo lontano anche per la Valsusa?
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