
Burlesque: la procura di Torino affida le copie dei files a Kim ‘Dotcom’!
La Procura di Torino, dura a livelli inquietanti contro i no tav ed in genere i ribelli di ogni sorta, dove carica i files dei fascicoli penali richiesti in copia dagli avvocati tramite il servizio SIDIP?
Su un server del Ministero della Giustizia?
No: sorpresa delle sorprese, manda una mail che dice “Per visionare gli atti cliccare il link sotto e seguire le indicazioni in italiano: https://mega.co.nz/#….”.
Ma è il cloud privato neozelandese di Kim ‘Dotcom’!
Si si, proprio lui, Kim Dotcom, ex-hacker tedesco residente in Nuova Zelanda, creatore di uno dei siti di scambio file più utilizzato del mondo, Megaupload, e per questo (http://www.infoaut.org/index.php/blog/clipboard/item/6689-mega-privacydotcom) inquisito dalla magistratura di mezzo mondo a difesa delle corporation web…
Se tanto mi da tanto, il “pool” della Procura contro i no tav prenoterà la prossima cena di natale alla Credenza di Bussoleno!
Ma poi ve la immaginate una lite per un qualche problema che dovesse sorgere sui dati caricati in questo modo, ad esempio un hacker che intercetta la mail e si ruba i documenti riservati del cliente di quell’avvocato?
Diventerebbe uno dei casi giudiziari più unici al mondo, perchè utilizzando il servizio mega.co.nz la Procura di Torino si è sottomessa alla giurisdizione esclusiva dei tribunali arbitrali della Nuova Zelanda e ogni controversia sarebbe giudicata laggiù. Immaginatevi la scena: il procuratore capo di Torino, o il Ministro della Giustizia italiano, giudicati da un tribunale arbitrale neozelandese!!!
“You and we submit to the exclusive jurisdiction of the New Zealand arbitral tribunals and courts (for the purposes of that arbitation) and the parties agree to enforcement of the arbitral award and orders in New Zealand and any other country”.
Perla finale: nel messaggio di accompagnamento alla mail che l’ufficio della Procura spedisce ai legali per scaricare i documenti, c’è anche scritto: “Il link non funziona…nel caso in cui Lei utilizzi un browser non sicuro, quale è Internet Explorer”.
Saranno contenti quelli di Microsoft!
JohnCharles Castles
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