
Buon Natale No Tav: rilancia l’economia che difende il territorio
L’8 dicembre in occasione della manifestazione popolare No Tav verrà presentata e partirà l’iniziativa “Buon Natale No Tav”. Sarà possibile acquistare o prenotare, nell’apposito gazebo presente alla partenza e all’arrivo del corteo, i cesti natalizi preparati con prodotti di attività, agricole e non , che partecipano e/o sostengono attivamente la lotta No Tav da anni. Ogni cesto contiene un gadget No Tav e un pieghevole informativo sulla piana di Susa.

Nel mese di ottobre 2024 alcune piccole attività agricole e negozi di produttori locali valsusini ricevono richieste da migliaia di euro di prodotti per pacchi regalo natalizi da parte di Telt, la società promotrice ed appaltante del progetto Tav Torino Lione. Interamente finanziata con soldi pubblici (dell’Unione Europea e dello Stato Italiano), Telt è il principale attore della enorme mangiatoia di denaro che da anni è in corso sulla pelle della Val di Susa.
Ovviamente la richiesta viene respinta, a costo di rinunciare ad un cospicuo ingresso economico, per non legittimare e soddisfare la volontà di chi si propone di distruggere l’ambiente e la vita di questo territorio e prova con questa iniziativa a ripulirsi la faccia.
Da qui nasce l’idea di proporre la preparazione di questo cesto natalizio contenente prodotti locali, preparati da chi per anni ha contribuito allo sviluppo della lotta e del movimento No Tav e alla cura di questa Valle.
Ci sono aziende e piccole realtà produttive che hanno deciso da che parte stare, di vivere la val di Susa e produrre a partire dalla sua terra. Con fatica ed entusiasmo ricavano il proprio sostentamento con criteri etici e sostenibili , impegnandosi anche in iniziative sociali e politiche a difesa del territorio.
Pensiamo che, a partire da una iniziativa come questa, e dal successivo sostegno all’economia locale, possano nascere germogli per nuove relazioni, non basate sullo sfruttamento ma sul rispetto e l’amore verso la Terra e sugli esseri viventi che la abitano.
Leggi anche

Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”. Il terminal è interessato […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]
