
BAITA NO TAV UN ALTRO PROCESSO FARSA
E’ bastato presentare un progetto e la relativa richiesta di sanatoria ed ecco stralciati oltre la metà dei capi di imputazione che vedono alla sbarra oltre venti no tav per il processo relativo alla presunta costruzione abusiva della baita presidio Clarea. Ma torniamo ai fatti, nell’inverno 2010-2011 il movimento no tav decise di ritornare in val Clarea, futuro sito del primo cantiere tav Torino Lione costruendo un presidio. Per non intaccare l’equilibrio naturalistico dell’area, già pesantemente compromesso dalla costruzione della faraonica autostrada A32 che collega Torino con la Francia si decise di costruire questo presidio rispettando i canoni dell’architettura locale, usando le pietre e il legno del luogo. I signori del tav però la pensarono diversamente e per frenare l’avanzata del movimento decisero di sequestrare con la compiacenza della magistratura torinese il cantiere della baita in costruzione e di apporvi dei sigilli di sequestro giudiziario. I lavori però non si fermarono e la baita continuò a prendere forma, sigilli permettendo che puntualmente dopo che i costruttori no tav li toglievano venivano rimessi dalle forze di polizia della locale stazione cc di Chiomonte. Per tutto questo si aprì un procedimento di abuso edilizio e violazione di sigilli di sequestro. Oggi durante l’ennesima udienza i legali del legal team no tav hanno finalmente potuto presentare la regolare documentazione riguardante i progetti del fabbricato e la regolare pratica di accatastamento via sanatoria che da subito il movimento si era apprestato a preparare parallelamente alla prosecuzione dei lavori. Il tribunale non ha così potuto fare a meno di stralciare tutti i capi di imputazione relativi alla costruzione del fabbricato. Nota dolente ma scontata è l’accanimento giudiziario di cui il movimento è bersaglio, i capi di imputazione relativi alla rottura dei sigilli e le relative richieste di pena in via di formulazione restano in piedi. Insomma era lecito costruire ma di fronte alla illegittimità (dimostrata appunto oggi) dei sigilli e del sequestro bisognava fermarsi. Un sequestro illegittimo di fronte a cui nulla sarebbero valse le motivazioni del movimento e dei costruttori. Siamo dunque all’ennesima farsa, ma non sarà neanche questa a fermarci!
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