Ascanio Celestini sul Venerdì di Repubblica
Perché Due Ore In Meno, Da Lione A Torino, Sono Diventate Un Mito. di Ascanio Celestini per il Venerdì di Repubblica.
Articolo allegato in pdf Ascanio Celestini – La Pecora Nera
di seguito il testo
Venaus 2010- Ascanio Celestini: come arrivare da Lione a Torino un’ora prima
La vicenda che ti racconto è quella di un treno veloce che do-vrebbe collegare Torino e Lione. Incomincia così il racconto di Mauro Marinari in una stanza al primo piano della cascina Roccafranca. lo in tv ho sentito dire che, partendo da Lione, si arriverà a Torino due ore prima. Gli chiedo se è vero. Sembra un bel progetto per far muovere le persone. L’ha pensato anche lui qualche anno fa, ma poi ha saputo che quel treno sposterà soprattutto le merci, non le persone. «L’Europa ha deciso che il progetto fosse condiviso con la popolazione. È nato un osservatorio, hanno fatto cento riunioni e hanno scoperto che non era necessario fare una linea di ferrovia veloce perché il livello delle merci stava diminuendo e si è scoperto che la linea attuale funziona a un terzo delle sue potenzialità. A Rivalta faranno un “ecodotto”, così lo chiamano. Uno scatolato coperto dal materiale di scavo delle gallerie, una grande collina larga 200 metri e alta 20 metri che passa sul parco del Sangone, che è un parco tutelato. Oltre quello ci sarà una galleria artificiale di altri due chilometri che andrà sulla collina morenica per poi arrivare in Val di Susa. Tutto questo abbatterà delle case e passerà a qualche metro da una chiesa del Seicento, con una previsione di dieci anni di cantiere. Costruiranno anche un cantiere grande quanto venti campi da calcio e due aree da stoccaggio con piste da cantiere di 200 metri di larghezza per 130 camion per 24 ore al giorno». Mi chiede se so cos’è lo smarino. È il materiale di scavo delle gallerie. Dice che «per ricoprire la duna ne useranno cento milioni di metri cubi, vuol dire centomila camion. Poi ci sarà ulteriore materiale che sarà stoccato da un’altra parte e attraverserà comunque la pista di cantiere». Forse è per questo che da 21 anni la popolazione si batte contro la Tav e in questi giorni il clima è particolarmente teso perché, se non incominciano i lavori, saltano i finanziamenti. Infatti Mauro mi parla anche di costi. Forse 14 miliardi, forse molto di più «e con delle previsioni di un aumento di ossido di azoto dal livello alto attuale di 60 microgrammi al metro cubo a 95, pensando che il livello di legge massimo è 40. Peraltro, con le correnti che ci sono, la concentrazione di questo inquinamento arriverà direttamente sull’ospedale di Rivoli, che sarà a trecento metri in linea d’aria dal cantiere».
E tutto questo per arrivare due ore prima a Torino? Bastava partire due ore prima da Lione senza sventrare una regione…
Leggi anche

Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”. Il terminal è interessato […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]
