Arroganza “istituzionale” in Val di Susa
http://www.youtube.com/wat ch?v=4–d5tjIzrU
Questo filmato è un trattato di filosofia della storia. Da una parte il Potere. Protervo, arrogante, insensibile, cinico, rappresentato da una donna in carriera, una donna di successo che ha realizzato l’ideale femminista della parità con gli uomini come il modello di riferimento da imitare. Dall’altra due donne del popolo, anzi tre: una ragazza di una bellezza, di una semplicità e di una fermezza commoventi, una donna anziana disperata da una sofferenza che non riesce ad allontanare da sé, la foto di una donna di mezza età col viso maciullato dai colpi inferti con un bastone. La ragazza si rivolge alla donna di potere esibendo davanti a lei la foto della donna col viso maciullato dai colpi. Le mani non le tremano nemmeno per un attimo. Parla anche per lei, con la forza di chi si sente nel diritto di chiedere spiegazioni, perché quella è stata la risposta del Potere a chi si oppone alla sua decisione di realizzare la linea ferroviaria ad alta velocità in valle di Susa. Domanda alla donna di potere come mai abbia espresso la sua solidarietà agli armati che avevano infierito senza pietà contro un’inerme. È Gandhi che sta parlando attraverso di lei al viceré inglese. Perché ci volete rovinare il mondo in cui viviamo, il mondo in cui vivranno i miei nipoti?, si dispera la donna anziana. Io non rispondo, dice il viceré inglese, dei comportamenti dei singoli militari. Ma gli ha dato la sua solidarietà e il suo appoggio. Tra gli inermi che protestavano contro la decisione del Potere di distruggere il loro mondo e gli armati che li picchiavano per consentire al Potere di attuare la sua decisione, lei ha detto di essere dalla parte degli armati. Non uno sguardo di compassione per quel povero volto insanguinato che le viene mostrato davanti agli occhi. Solo alterigia. La linea ferroviaria attuale, dice la ragazza, è utilizzata al 30 per cento. Il traffico merci sta diminuendo. Per realizzare quest’opera inutile è previsto un costo al chilometro quadruplo rispetto al costo sostenuto in altri paesi. Il viceré inglese non risponde a nessuna domanda. La donna di potere non può abbassarsi al confronto con una persona che non ne ha. Cos’è il diritto, cos’è la logica senza la forza? Si limita a dire sprezzantemente che questa linea ferroviaria ce la chiede l’Europa. Quindi è indiscutibile. Una maniera ipocrita che le evita di entrare nel merito delle risposte e di scaricare su un’entità impersonale le sue responsabilità. Ma lei è la rappresentante locale di quel potere indiscutibile. Lei è il viceré inglese che lo rappresenta in quel territorio. Dalla folla dove si è confusa torna in primo piano la donna anziana: Muoio disperata, dice, dopo aver lavorato tutta la vita, pensando al luogo devastato in cui dovranno vivere i miei nipoti. In quel momento il Potere getta la maschera e svela il suo ghigno feroce. Che muoia, risponde col volto e con la voce in cui si incarna in quel tempo e in quel luogo. Che mangino brioches, aveva risposto durante la rivoluzione francese col volto e con la voce di Maria Antonietta, quando le avevano detto che il popolo protestava perché non aveva pane. E il volto di quella ragazza e la fermezza del suo argomentare, il volto di quella anziana e la sua disperazione, il volto insanguinato di quella donna e la sua sofferenza si con-fondono col volto di tutte le persone che nel corso della storia hanno avuto il coraggio di ribellarsi alle ingiustizie e alle prevaricazioni. Oltre a essere ripugnanti moralmente, il disprezzo del popolo, il disprezzo degli umili, il disprezzo dei deboli, il cinismo nei confronti della sofferenza, a volte si pagano anche cari.
Il Movimento per la decrescita felice si è sempre tenuto fuori dalle dinamiche elettorali, ma credo di interpretare le idee e i sentimenti di tutti noi invitando chi crede nei nostri ideali a non votare nessun partito favorevole alla realizzazione della linea ad Alta Velocità in Val di Susa e di tutte le grandi opere che devastano altri luoghi del nostro paese in nome del profitto, e a non votare nessun partito che faccia parte di una coalizione elettorale guidata da un candidato presidente che sia favorevole ad esse. Alla finzione delle differenze tra destra e sinistra ormai abboccano soltanto i gonzi. Maria Antonietta era l’espressione della destra reazionaria. La candidata presidente della Regione Piemonte proviene da un partito sedicente di sinistra. A distanza di secoli la risposta del Potere è la stessa.
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