Arrivano le trivelle per i sondaggi Tav, e Rivalta risponde
Da Spinta dal Bass – La giornata finisce con centinaia di persone per le strade di Rivalta che protestano a gran voce per la militarizzazione del paese, per quello che tutti sentono come una provocazione.
Ma la giornata era iniziata presto, durante la notte decine di mezzi di polizia e carabinieri erano arrivati in paese per scortare due trivelle della ditta EuroGeo Srl di Paderno Dugnano (Mi). Trivelle portate li per eseguire un paio di sondaggi finalizzati al progetto definitivo della tratta nazionale della Torino-Lione. I luoghi dei sondaggi sono in mezzo ai campi di grano e granturco, campi che la progettata linea devasterebbe irrimediabilmente. Ma avvicinarsi è impossibile, ogni strada – asfaltata o sterrata – è presidiata da furgoni e decine di uomini in antisommossa oltre a un gran numero di agenti della Digos. Il clima è surreale, residenti che devono giustificarsi per superare lo sbarramento, il sindaco che si trova parti del paese off limit senza essere stato minimamente informato.

Si forma da subito un presidio nei pressi della rotonda sulla strada che da Rivoli giunge a Rivalta. Si va al mercato a volantinare, a raccontare cosa sta succedendo. Il locale comitato convoca una assemblea pubblica per la serata. Durante la giornata il presidio aumenta. Contiamo nei vari blocchi delle forze dell’ordine 24 furgoni di polizia e carabinieri (più i cacciatori di Calabria nelle loro mimetiche), sono quasi 200 uomini.
I tecnici, un consigliere regionale e il sindaco riescono ad avvicinarsi alle trivelle, anche attorno ai sondaggi un nugolo di mezzi e uomini.

Alcuni provano ad aggirare i blocchi e la reazione degli uomini in divisa è subito muscolare.
Alla sera l’assemblea è molto partecipata, centinaia di persone, per lo più di Rivalta: famiglie, anziani e ragazzi. Molti interventi sottolineano la provocatorietà di questo sfoggio di forza, la protervia di chi militarizza un’intera porzione di territorio, l’arroganza di chi vuole imporre un cantiere in questa maniera.
Altri si domandano cosa capiterà con i cantieri veri e propri se per fare due buchini da pochi centimetri di diametro hanno dovuto mettere in piedi tutto questo.

Il clima è determinato e positivo e finita l’assemblea ci si muove in corteo verso uno dei blocchi, un’ora di confronto e poi si rientra.
Non è facile capire la scelta tattica di schierare un dispiegamento così sproporzionato, ma una cosa è certa, sono riusciti a riportare in strada moltissime persone di Rivalta e dei comuni vicini.
Leggi anche

Milioni per i cantieri e zero garanzie per i lavoratori: la trasformazione della Piana di Susa
L’11 dicembre il ristorante dell’autoporto di Susa chiuderà definitivamente, dopo 35 anni di attività. Il bar resterà aperto fino al 31. Alla cassa, un cartello in tre lingue annuncia un «trasferimento» e ringrazia i clienti. Nessuna spiegazione sulle ragioni della chiusura. Eppure, il motivo è chiaro: quei terreni servono a TELT per realizzare la stazione […]

Appello processo Sovrano: come criminalizzare il conflitto sociale. Richieste le condanne.
Si è svolta oggi un’ulteriore udienza del processo d’appello per l’operazione Sovrano. Dopo la testimonianza di Giorgio, uno degli imputati, si sono tenute le requisitorie della pubblica accusa e delle parti civili.

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni
La sottrazione delle risorse pubbliche a favore delle grandi opere inutili, la militarizzazione dei territori e il finanziamento dell’industria bellica sono facce della stessa medaglia. È la conseguenza di un modello di sviluppo che da tempo tentano di imporre anche in Val Susa e contro il quale lottiamo da anni: una crisi sociale ed economica […]

Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”. Il terminal è interessato […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]
