Appunti sparsi dalla Libera Repubblica della Maddalena
[Da http://medea.noblogs.org] Stare sotto un viadotto autostradale ti cambia radicalmente il punto di vista sul mondo. Provateci. È un po’ come sentirsi immediatamente dall’altra parte della barricata.
Pensate a quando sfrecciate con le vostre auto su quei mastodontici ponti autostradali e tutto quello che vedete sotto vi sembra piccolo piccolo, quasi insignificante. La sensazione è quasi di onnipotenza. Il genere umano che modifica, trasforma, plasma la natura a suo piacimento, mentre la natura si piega ai voleri e ai bisogni dell’essere umano.
Ora provate a cambiare prospettiva. Immaginate di stare sotto a quel viadotto. Non vi sentirete onnipotenti e invincibili, semmai oppresse/i e schiacciate/i, tuttavia avrete subito la percezione di essere dalla parte giusta. Sarete piccole/i piccole/i a confronto di quel mostro di acciaio e cemento, ma un lampo di consapevolezza vi investirà.
Una consapevolezza che saprete di poter condividere con tante, tantissime altre persone, che insieme hanno capito, si sono unite, e stanno lottando non per preservare il proprio orticello, ma per difendere il loro territorio e insieme il futuro di tutte e tutti noi. Anche di chi abita a chilometri di distanza da qui, sia chiaro.
Qui non ci si sente mai sole/i o fuori posto. La passione e la determinazione di questa gente ti contagia, ti coinvolge a tal punto che questa lotta diventa anche tua. La voglia di esserci, fare, partecipare, ti spinge a rimettere in discussione la tua quotidianità, il modo di relazionarti con gli altri, la pratica politica a cui sei abituata.
La lotta No Tav vede coinvolti da circa 20 anni donne e uomini di tutte le età, che da abitanti di un territorio sono diventati una comunità che si unisce, solidarizza, inventa nuove forme di stare insieme. Una popolazione che grazie alla lotta, si è trasformata in soggetto collettivo che decide, sceglie, condivide, si autorganizza.
Questa lotta ha davvero cambiato la vita della gente. Te ne rendi conto chiacchierando per esempio con le tantissime donne No Tav che popolano questo movimento. Donne sempre presenti, in tutte le forme in cui si esprime la lotta, protagoniste nei presidi, nelle assemblee. In prima fila nei cortei e nelle manifestazioni, tant’è che sono state anche le più colpite dalle botte della polizia. Se prima molte di loro vivevano la loro quotidianità chiuse tra lavoro e famiglia, spesso sole o con poche relazioni, ora ti dicono orgogliose che i mariti a casa si devono arrangiare, perché c’è l’assemblea, il presidio e non si può certo mancare…
Come dire, la coscienza pratica supera la coscienza teorica, nel ribaltamento dei ruoli famigliari tradizionali, così come per l’illegalità delle pratiche di lotta. Se a livello teorico certe azioni non venivano nemmeno contemplate per il loro essere fuori dalla cosiddetta legalità, a livello pratico si oltrepassano i confini e gli steccati del lecito assumendo comportamenti politici che violano la dimensione legale, certo non come fine, ma come strumento per ottenere i risultati desiderati.
Non vi starò qui a raccontare perché non sia giusto fare il Tav. Vi dico, venite a vedere con i vostri occhi. Invece di ascoltare comodi in poltrona tutte le cazzate che dicono in televisione al telegiornale, invece di farvi rincretinire con tutte le bugie che scrivono sui giornali.
Venite a vedere quanti mostri di cemento popolano questa valle. Date un’occhiata al famigerato tracciato ad alta velocità. Provate a pensare cosa significhi coltivare le viti e i campi sotto quel viadotto autostradale a cui dovrebbe affiancarsi pure un altro tunnel…
Ma non è solo una questione “ambientale”. Nel tempo il movimento No Tav ha assunto una dimensione di rivendicazione, di lotta e di immaginario ben più ampia. Ha messo in discussione il mondo intero, il modello di sviluppo capitalista, questo sistema economico, la politica della delega e della rappresentanza. Per tutto questo e altro ancora è un movimento davvero rivoluzionario.
Venite a conoscere la gente della Valsusa. Parlateci mentre cucinano in cambusa o puliscono il presidio, quando decidono di fare assemblea tutte/i insieme, mentre scelgono la strategia migliore per fronteggiare i poliziotti.
Non avrete più dubbi, Questa lotta diventerà anche la vostra.
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