
Angela, licenziata perchè No Tav!
Apprendiamo un ennesimo episodio di “ordinaria discriminazione” ai danni di una simpatizzante del movimento No Tav.
Ennesimo e particolarmente singolare in quanto ingegnosamente celato e dissimulato.
La protagonista della vicenda si chiama Angela e lavorava dalla fine del 2012 nella struttura a custodia attenuata del carcere Lorusso- Cutugno di Torino con mansione di educatrice all’interno di progetti riabilitativi per persone tossicodipendenti.
Non avendo mai celato, non ritenendola questione significativa al fine del suo incarico lavorativo la sua vicinanza e solidarietà al movimento No Tav, si è trovata spesso a discutere sull’opportunità della sua partecipazione a presidi di solidarietà agli arrestati in un contesto in cui anche solo indossare magliette No tav era considerato una “provocazione”.
Si arriva così, nell’informalità sottile che spesso costella in modo subdolo il pensiero forte di chi vuole criminalizzare chi semplicemente mostra di pensarla in un modo “diverso”, al 17 settembre 2015 data in cui Angela apprende dall’agente addetto alla guardiola del carcere al quale, come tutti i giorni negli ultimi tre anni, consegna il documento per entrare che la sua autorizzazione all’ingresso è temporaneamente sospesa per “motivi di sicurezza”.
Dopo queste semplici tre parole il vuoto assoluto per qualche giorno fino a quando Angela chiede aiuto ad un legale per tentare di ottenere spiegazioni di una tale presa di posizione che, oltre tutto, costituisce un danno economico di un certo tipo visto che il suo rapporto lavorativo era regolato da una convenzione a circa 140 ore mensili a partita Iva con l’associazione Morgana, a sua volta in convenzione col sert di Corso Lombardia…e quindi niente ore lavorative… niente “stipendio”!!
Dopo circa una settimana le arrivano le fatidiche motivazioni che rendono il provvedimento definitivo, cioè che era stata vista all’uscita dal carcere salutare alcune persone in presidio in attesa che uscissero gli 8 giovani arrestati no tav di inizio settembre e che sul suo profilo facebook aveva condiviso le foto dei giovani contenuti in post in cui si chiedeva la loro liberazione e si esprimeva solidarietà.
Quando si pensa che lor signori abbiano toccato il fondo, ecco che ci sorprendono con penosi effetti speciali.
Inutile dire che insieme a lei daremo battaglia affinché le vengano riconosciuti i suoi diritti.
A breve vi forniremo nuove informazioni.
Solidarietà ad Angela, orgogliosa No Tav!
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