
Amnesty International Italia sull’utilizzo violento dei lacrimogeni in Valsusa
Pubblichiamo di seguito l’articolo apparso oggi su https://www.amnesty.it/ a proposito dell’utilizzo criminale in Valsusa dei gas lacrimogeni sparati ad altezza uomo, a causa dei quali proprio sabato scorso Giovanna è stata ferita in modo grave al volto.
“Il 17 aprile, durante una manifestazione indetta dal movimento No Tav presso il cantiere del nuovo autoporto di San Didero (TO), un’attivista è rimasta ferita dal lancio di un lacrimogeno da parte delle forze di polizia.
Un video pubblicato da diversi quotidiani online e le dichiarazioni della stessa attivista colpita indicano che il lacrimogeno lanciato durante i disordini avrebbe avuto una traiettoria “ad altezza uomo”, con l’intento, quindi, di colpire persone.
In attesa di valutare quanto la Questura di Torino riferirà sulla dinamica dell’episodio, Amnesty International Italia ha espresso la sua forte preoccupazione:
“I gas lacrimogeni non possono essere sparati ad altezza uomo. Lo scopo del loro utilizzo deve rimanere quello di disperdere la folla e non di ferire persone”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce dell’organizzazione.
Come richiesto dai Principi base delle Nazioni Unite sull’uso della forza, inoltre, il dispiegamento di armi cosiddette non letali dovrebbe essere attentamente valutato al fine di ridurre al minimo il rischio di mettere in pericolo persone non coinvolte e l’uso di tali armi dovrebbe essere attentamente controllato.
“Dispositivi che hanno effetti indiscriminati e un alto potenziale di danno, come i gas lacrimogeni, devono essere utilizzati solo quando tutti gli altri mezzi non siano riusciti a contenere minacce o violenza. Inoltre, le persone devono essere avvisate sull’imminente uso di tali armi e autorizzate a disperdersi. Le cartucce, contenenti sostanze chimiche irritanti, non possono mai essere sparate direttamente contro le persone”, ha concluso Noury.
Amnesty International Italia continuerà a monitorare l’uso di questa tipologia di armi meno letali da parte delle forze di polizia durante le manifestazioni.”
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