ALTRA PUNTATA NEL TEATRINO DEL CANTIERE
Splendida e calda mattinata oggi in Clarea, una vera accattivante cartolina per presentare al meglio una talpina desiderosa unicamente di iniziare il suo letargo e costretta, suo malgrado, a recitare una particina per avvallare il mantra che da giorni viene rimbalzato: “parte la talpa… parte lo scavo….parte la talpa…” E così tra la polvere del cantiere, l’affannarsi dei lavoratori, il consueto frastuono delle trivelle sono arrivati i giornalisti, gli amministratori italiani e francesi accompagnati dal pifferaio magico e sono entrati nella casa della talpina (sorpresa in pigiama perché ancora non è ultimato il suo abito da lavoro), hanno alzato occhi e nasi, impressionati da tanto volume, giungendo fino in fondo, per ammirarne la testa tutta ornata da “bigodini” scuri. Emozionata da tanta attenzione anche la talpina, ha trattenuto il fiato e non ha osato proferire neppure un piccolo fischio ma ha continuato il suo sonnellino in silenzio….. parte la talpa? Oggi proprio no, non se ne parla neppure….. strano che poi qualcuno abbia poi detto e scritto che aveva preso il via il suo lavoro…. Non ci sarebbero cascati in questo errore i soliti visitatori del no tav, tenuti oggi decisamente bloccati sul ponte della Clarea, troppo pericolosi seppure pochi pochi, troppo rumorosi in tante occasioni, troppo visibili con quelle bandiere al vento, troppo curiosi…. Che così in quell’avamposto di cantiere sono stati fermati fino a quando i visitatori accreditati non si sono allontanati dalla galleria…. E che diamine, questa è un’opera da tutti condivisa, un vero moloc a cui sacrificare cose meno importanti…. La democrazia, ad esempio…..
In questo cantiere dove muoiono i pesci, non volano gli uccelli, non parlano i militari con gli umani di fuori, vengono in visita persone in cerca di storie fantasiose mentre ci sarebbero storie ben più interessanti da scoprire….. tanti pani amari scambiati….
Non è questo il futuro che vogliamo…..
Gabriella
12 novembre 2013
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