
A San Giuliano non è finita: notificato avviso di conclusione indagini
Sulla piana di Susa si sta giocando una partita tra chi ama e difende la propria terra e chi invece se ne vuole appropriare per devastarla e farne profitto attraverso una gigantesca opera, pericolosa per la salute e per l’ambiente, che divora risorse pubbliche e denaro sporco.
Lo abbiamo detto che a San Giuliano non era finita. Infatti, la riappropriazione della case di San Giuliano non è proprio andata giù alla controparte, e come sempre accade, la piccola e vigliacca vendetta del potere non si è fatta attendere. Così, in seguito alla risposta politica messa in atto dal Movimento No Tav a fronte degli espropri che hanno segnato per sempre la vita di alcune famiglie valsusine, è arrivato l’avviso di conclusione indagini per la notte della presa di possesso da parte di Telt dei terreni dove sorgeva lo storico presidio “Sole e Baleno”.
Il 7 ottobre 2024, alle 2 di notte, un’enorme dispiegamento di forze dell’ordine era arrivato dall’autostrada per sgomberare con la forza il presidio permanente che era iniziato due giorni prima, in attesa dell’inizio delle operazioni di presa di possesso dei terreni. (Giusto per fare un appunto, ricordiamo ricordiamo che la proprietà degli intestatari dei terreni rimane tale fino alla conclusione di queste operazioni).
Nei fogli della conclusione delle indagini, viene completamente ribaltata la narrazione degli eventi: il tentativo di proteggere terreni e persone presenti allo sgombero attraverso la costruzione di barriere, viene venduto come interruzione di pubblico servizio dalle ore 2 alle ore 5, quando già dall’una la statale SS25 e l’autostrada risultavano già bloccate da un igente spiegamento di forze dell’ordine.

Ma non solo, viene anche completamente distorta la narrazione su da che parte venga connessa la violenza: quando arrivano nel cuore della notte, con decine e decine di mezzi blindati e uomini armati, sicuramente l’intenzione non è quella di un tentativo di concertazione. Quando vengono sparati lacrimogeni ad altezza uomo altezza uomo la volontà non è quella di disperdere, ma di ferire.
Nei dieci giorni successivi a quella notte, la vera occupazione occupazione della statale 25 è stata messa in opera proprio da TELT e dalla polizia, attraverso la creazione di un fortino fatto da new jersey e filo spinato, rendendo difficoltosa la circolazione anche per i mezzi di soccorso, nel totale silenzio dell’amministrazione segusina. Tutto questo per rendere chiaro che la vita dei valsusini e le valsusine sono serenamente sacrificabili agli obiettivi di Telt e che le forze dell’ordine sono totalmente asservite agli interessi delle voraci ditte private sempre in cerca di profitto. Per noi, il diritto “inalienabile” di proprietà non vale più.
La valle, non accetterà mai supinamente di essere venduta al miglior offerente.
Leggendo le carte notificate questa mattina a diversi No Tav, un altro elemento salta subito all’occhio: a tutti e tutte le/gli indagate/i non sono imputati comportamenti specifici, ma specialmente il “concorso morale”. Per tradurre, la questione non è che queste persone abbiano commesso dei reati specifici, ma semplicemente erano lì. Ed ecco che l’effetto governo Meloni non tarda ad arrivare: ormai la questione non è manifestare secondo i principi “democratici”, ma arrivare all’obiettivo che le persone abbiamo paura solo ad esserci, ad essere presenti.
Ci spiace, ma ormai è troppo tardi. L’enorme manifestazione dell’8 dicembre e i cortei oceanici degli scorsi mesi per la Palestina, hanno già messo in discussione questo tentativo maldestro di fare terrorismo psicologico su chi si batte per un mondo più giusto e per l’autodeterminazione dei popoli.
Con questo ennesimo foglio di carta straccia in mano, invece, rilanciamo con forza verso il corteo nazionale corteo nazionale del 31 gennaio a Torino, contro il governo Meloni, la guerra e la restrizione di spazi sociali e delle libertà
La Valsusa è partigiana! Avanti No Tav!
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