A proposito dell’articolo La baita-presidio sulla terra di un Sì Tav

http://www.lastampa.it/2013/11/30/cronaca/la-baitapresidio-no-tav-costruita-sul-terreno-si-tav-pYIMZCTp2eX56NNvQgpThK/pagina.html
Numapompilio ha di nuovo toppato! Ma bisogna scusarlo, poverino, lui da quelle parti non ci è mai andato e si limita a raccontare i fatti così come li rappresentano le veline della questura. Se invece fosse andato da quelle parti a fare giornalismo “sul campo” allora bisognerebbe dire che il passaveline è in aperta malafede, e distorce la verità: comportamento grave per un vero giornalista (ma noi siamo buoni e preferiamo pensare che sia giusta la prima ipotesi).
Infatti, al Gravella tutti quelli che sanno leggere, leggono (perché c’è scritto ovunque) che il presidio costruito dai NO TAV è sotto sequestro e fin che è in quello stato giuridico nessuno può demolirlo. Lo sa persino il sindaco pro tempore Pinard: “La baita è ancora sotto sequestro e non può ancora essere abbattuta.”
Non solo, ma chi arriva al Gravella e al presidio NO TAV sotto sequestro, se volge lo sguardo di 180° verso sinistra scorge ad una distanza di circa 70 metri tutta una serie di costruzioni abusive, parte in muratura e parte costruite con mezzi di fortuna che avevano la funzione di stalle, costruzioni che insistono sui mappali 44 e 45 del foglio XI di Chiomonte e che ripetiamo sono assolutamente abusive e non hanno potuto essere condonate perché in zona esondabile ed esondata negli anni 1957 e 2001 come riporta il solerte scrivano: pertanto anche queste avrebbero dovuto essere abbattute e i costruttori denunciati per abuso edilizio.
Ma si sa che la legge non è uguale per tutti (come la ministra insegna) infatti i costruttori di quei manufatti erano militari in servizio presso l’arma dei carabinieri e come hobby facevano gli allevatori e i macellai abusivi (vedere in merito verbale e relativa sanzione amministrativa comminata a suo tempo dall’ASL). E’ vero che sono passati un po’ di anni (mica tanti, però) ma Chiomonte tolti i ragazzi delle elementari tutti gli altri si ricordano della vicenda.
Basta chiedere, ma non a senso unico. Ed è strano che il sig. P.G. (Mario/Mauro), chiomontino d.o.c. non l’abbia raccontato al cronista.
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