
400 milioni di denaro pubblico: il costo dei Signori della Guerra del Tav
395,6 milioni di euro, questo è il costo della Guerra del Tav. Quella che la società pubblica francoitaliana Telt intende dichiarare alla Valle di Susa e a tutti i cittadini italiani, francesi ed europei. Vediamo come, dove e perché.
“Costi sicurezza ai sensi della norma L. 183/2011” (1), il Governo Italiano li chiama così. Sono i soldi che servono per trasformare i cantieri in un “aree di interesse strategico nazionale” ovvero una base militare. Un affare da 329,1 milioni di euro per cosiddetti “lavori di messa in sicurezza”: 168,7 milioni sui cantieri francesi (2), 130,4 sul cantiere da aprire nella Piana di Susa (3) e altri 30 su La Maddalena di Chiomonte (4). I dati arrivano dalla certificazione dei costi prodotta da Tractebel Engineering e TUC Rail, riportati nero su bianco nel documento tenuto segreto da Telt e reso pubblico dal Movimento No Tav il 21 marzo (https://www.notav.info/documenti/torino-lione-un-destino-incerto-con-documenti-inediti-sui-costi/).
E cosa comprano con tutti questi soldi? Carri armati, lanciarazzi, cacciabombardieri? Macchè! Telecamere, cancelli e recinzioni … Probabilmente in marmo di Carrara tempestato di diamanti, per costare così tanto. Lo stesso andazzo già visto nell’allestimento del cantiere a La Maddalena, i cui costi stellari sono stati segnalati dai Sindaci alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti (https://www.notav.info/post/presentato-un-esposto-sui-costi-del-cantiere-di-chiomonte/).
Un “bisiniss” a tanti zeri per imprese, impresari e loro mandanti e collegati. I potenziali interessati lo sanno già: “«Noi dobbiamo stare lì perché è lì dentro che nei prossimi dieci anni arrivano 200 milioni di euro di lavoro»” dice Giovanni Toro nelle intercettazioni di oltre 4 anni fa (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/02/ndrangheta-a-torino-asse-boss-imprenditori-ci-mangiamo-la-torta-tav/1046581/). L’inchiesta San Michele ci è ormai nota: “In Val di Susa una ‘ndrangheta ad Alta Velocità. Gli arresti della procura antimafia di Torino svelano gli interessi dei clan calabresi per la grande opera. Un imprenditore indagato ha lavorato nei cantieri eludendo ogni controllo”. “«Prendiamo tutto noi, Nando», si sente in una delle intercettazioni. E Lazzaro conferma: «Prendiamo tutto noi». Tra gennaio e marzo 2012 poi il titolare di Italcostruzioni cerca «di fare entrare Toro all’interno del Consorzio Valsusa».” (http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/07/01/news/in-val-di-susa-una-ndragheta-ad-alta-velocita-1.171673).
Perché le “recinzioni d’oro” servono solo per tenere fuori i cittadini onesti.
Mancano ancora all’appello altri 66,5 milioni di euro di “sovracosti”. Occultati tra gli “oneri per la sicurezza” vi sono 46,5 milioni di euro di opere aggiuntive (5) necessarie per la cosiddetta “variante”: lo spostamento da Susa a La Maddalena dell’inizio dello scavo del Tunnel di Base. Dopo lunghissimi anni di studi (e tantissimi euro spesi) Telt non ha ancora le idee chiare sul progetto che dovrebbe essere già definitivo. Un fatto che ha dell’incredibile, in un mondo normale sarebbe costato la carriera a più di un manager.
Invece è fin troppo chiaro cosa si nasconde dietro questo perenne “balletto dei cantieri”. La Grande Opera è una rendita a vita che i mantenuti del Tav devono difendere anche quando è ormai indifendibile. L’ultima tornata di finanziamento europeo è stata magra (6): meno del 10% del costo del Tunnel (7) e appena il 3% del costo totale da Torino a Lione (8). Una miseria con la quale non si fa nulla. Quindi meglio allungare il brodo, inventando varianti ed esigenze di sicurezza che “costringano” a posticipare ulteriormente e ritentare la sorte al prossimo bando (nel 2020).
Nel frattempo la mungitura è assicurata. Infatti, per chiudere il conto, gli ultimi 20 milioni (9) tondi tondi sono un simpatico “obolo” a Telt per attività non meglio precisate che persino Tractebel Engineering e TUC Rail non hanno saputo descrivere nella certificazione.
Totale: quasi 400 milioni di denaro pubblico, il costo dei Signori della Guerra del Tav.
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note
(1) CIPE Delibera 20 febbraio 2015 n.19/2015, Gazzetta Ufficiale, Supplemento ordinario n. 45 del 6 agosto 2015, pag. 7
(2) Tractebel Engineering – TUC Rail, Sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino Lione. Certificazione da un terzo esterno dei costi del progetto e del promotore pubblico per l’avvio dei lavori definitivi. Rapporto di sintesi. 9 ottobre 2015, punto 2.4.2,pag. 22
(3) Tractebel Engineering – TUC Rail, idem, punto 2.3.6, pag. 21
(4) Tractebel Engineering – TUC Rail, idem, punto 2.3.1, pag. 16
(5) Tractebel Engineering – TUC Rail, idem, punto 2.3.5, pag. 20
(6) Nella programmazione 2014-2020 l’Unione Europea ha messo a disposizione un contributo pari a 813,8 milioni di euro (https://ec.europa.eu/inea/en/connecting-europe-facility/cef-transport/projects-by-country/multi-country/2014-eu-tm-0401-m)
(7) Il costo certificato della sezione transfrontaliera, forchetta alta, è di 8609,7 milioni di euro. Tractebel Engineering – TUC Rail, idem, punto 3.3, pag. 28
(8) La Corte dei Conti francese stima in 26100 milioni di euro il costo complessivo dell’opera da Lione a Torino (http://www.ccomptes.fr/Actualites/Archives/Le-projet-de-liaison-ferroviaire-Lyon-Turin)
(9) Tractebel Engineering – TUC Rail, idem, punto 2.3.5, pag. 18
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