
25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne: in Valsusa sappiamo chi è stato

In una giornata come questa, in cui ovunqe ci si mobilita contro la violenza maschile e patriarcale, noi donne No Tav non possiamo dimenticare che in Valsusa esiste anche un’altra forma di violenza: quella istituzionale.
Una violenza che si manifesta attraverso arresti, misure restrittive, minacce, molestie, violenza fisica e giudiziaria. Una violenza che ha colpito e continua a colpire compagne come Dana e Nicoletta , punite non per ciò che hanno fatto, ma per ciò che rappresentano: donne libere, solidali, determinate a non abbassare lo sguardo.
La violenza sulle donne non è solo quella che si consuma dentro le mura di casa. È anche quella esercitata dallo Stato quando usa polizia, tribunali e cantieri militarizzati per colpire i territori e chi lotta e chi resiste per difenderli. È una violenza che tenta di isolare, zittire, spezzare – anche attraverso gesti e pratiche che sfociano in molestie e aggressioni durante le mobilitazioni.
Ma le donne No Tav hanno sempre risposto a tutto questo camminando insieme. Hanno resistito, si sono rialzate, hanno continuato a lottare.
E continueranno a farlo: perché una Valle libera e senza violenza si costruisce anche con la dignità e la forza delle donne che la attraversano ogni giorno.
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