2 giugno al presidio no tav della Maddalena di Chiomonte
Ancora una giornata di pioggia al presidio della Maddalena di Chiomonte. Il tempo sicuramente non è dei migliori ma il clima è quello delle grandi occasioni. Centinaia di persone anche oggi sono arrivate a Chiomonte per discutere, preparare e lavorare al presidio no tav. La scadenza del 31 maggio è passata ma l’allerta rimane alta. Con tranquillità si inizia a discutere delle prossime scadenze e a ragionare su un presidio permanente che ormai si dà dei tempi di lungo periodo. Un’organizzazione di movimento che sempre più deve riuscire a lavorare sul risparmio delle energie. Il confronto con un possibile blitz delle forze dell’ordine rimane imminente, ma viste le difficoltà che una massiccia e costante presenza di attivisti pone i tempi diventano sempre di più imprevedibili. Così giorno dopo giorno, ora dopo ora il presidio cresce, in strutture di accoglienza, presenze e non ultimo di peso politico. Un conflitto sociale che come mai negli anni pesa come un macigno sulle teste di chi vuole ancora costruire la tav in val di Susa ad ogni costo. Questo luogo ormai è diventato un simbolo, un simbolo di una lotta che dopo oltre 20 anni cresce ancora e acquisisce consenso, in italia ma soprattutto in val di Susa. E’ anche il tempo però di stare bene insieme, con dei bei momenti conviviali, attraverso una cucina ogni giorno diversa e arricchita da tradizioni culinarie locali e non, dove tutti portano le loro ricette e i loro prodotti locali. Un invito, qui da Chiomonte, ci sentiamo di rivolgerlo a tutti, VENITE A FARE LE VOSTRE VACANZE A CHIOMONTE, VENITE A CONOSCERE LA VAL DI SUSA, VENITE A LOTTARE CON NOI, NON VE NE PENTIRETE.
Leggi anche

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]

Danni di immagine o ferite reali?
Quindici anni fa, in Val di Susa si scriveva una pagina importante della storia del Movimento No Tav: quella della Libera Repubblica della Maddalena e della resistenza collettiva per difendere quel luogo dalla macchina della devastazione. Vogliamo oggi riportare la memoria a una di quelle giornate di lotta e partecipazione: l’8 dicembre 2011, quando migliaia […]
