
16/12 ore 17.30 – Presidio in solidarietà alle/ai detenute/i del carcere di Torino

Nei mesi scorsi abbiamo potuto conoscere la situazione all’interno del carcere di Torino attraverso le nostre compagne, Dana e Fabiola, che purtroppo hanno dovuto attraversare questa realtà per lunghi mesi.
Con le donne della sezione femminile del Lorusso Cotugno si sono creati dei legami forti, che hanno permesso di costruire anche delle proteste all’interno del penitenziario per ottenere quelli che apparentemente possono sembrare dei piccoli risultati, ma fondamentali per la vita all’interno di quelle fredde mura.
Ancora una volta le detenute del carcere delle Vallette di Torino si trovano costrette a mettere in piedi uno sciopero del carrello, dal 17 al 23 dicembre, per fare uscire l’urlo di tutta la popolazione detenuta che è costretta a subire l’abbandono da parte delle istituzioni e l’indifferenza che aleggia intorno a determinate tematiche, legate principalmente alla dignità della vita delle persone detenute, come ad esempio il continuo sovrappopolamento o la fatiscenza delle strutture carcerarie.
Come movimento No Tav sappiamo quanto è importante mettere al centro la persona, i suoi bisogni e la sua dignità cercando di scardinare qualsiasi istituzione che provi invece ad affossarle, quindi sosteniamole!
Giovedì 16/12 le Mamme in piazza per la libertà di dissenso saranno di nuovo sotto le mura del penitenziario Torinese per portare la solidarietà a questa nuova forma di protesta portata avanti dalle detenute, e invitano tutte e tutti a partecipare ad una raccolta fondi per sostenere le persone detenute durante lo sciopero del carrello, che le vedrà costrette ad acquistare gli alimenti attraverso il sopravvitto, la spesa esterna al carcere, che ha dei costi elevati rispetto a quanto gli stessi prodotti si possano trovare in commercio nei normali supermercati.
Dunque l’appuntamento è per giovedì 16 alle ore 17.30 in via Aglietta 35 (ingresso principale), chiunque intenda partecipare alla raccolta fondi potrà farlo direttamente al presidio oppure contattando il numero 338/2472206.
Leggi anche

Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”. Il terminal è interessato […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]
