15/3 h.16 Proiezione di Archiviato al campus Einaudi

C. Novaro – Avv. presso foro di Torino
V. Colletta – Avv presso Foro di Torino
P. Ferrua – Docente di Diritto Processuale Penale presso Unito
G. P. Voena – Docente di Diritto Processuale Penale presso Unito
A. Algostino – Docente di Diritto Costituzionale presso Unito
Come in tutte le aree di acuito conflitto sociale la contrapposizione, ed a volte lo scontro fisico, tra coloro che protestano e le forze dell’ordine determina l’intervento dell’Autorità Giudiziaria chiamata a perseguire gli autori di condotte violente o comunque illecite da chiunque agite, manifestanti o agenti di polizia.
L’art. 112 della Costituzione sancisce che “il Pubblico Ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”: ciò significa che la Procura è tenuta ad indagare su ogni notizia di reato venga denunciata o giunga alla sua attenzione e che ha poi il dovere di chiedere al giudice di verificarne, in un pubblico processo, la fondatezza.
Tale principio è posto a garanzia dell’uguaglianza dei cittadini ed ha lo scopo dichiarato di eliminare ogni possibile valutazione discrezionale del Pubblico Ministero sulle notizie di reato che pervengono alla Procura della Repubblica.
Naturalmente tale imprescindibile obbligo trova un ovvio e giustificato temperamento nella possibilità del Pubblico Ministero di richiedere l’archiviazione di un procedimento penale tutte le volte in cui le indagini che ha svolto abbiano accertato l’infondatezza della notizia di reato o l’impossibilità oggettiva di attribuirla ad un autore.
L’idea del filmato nasce dalla constatazione di come gli illeciti commessi da agenti e funzionari di pubblica sicurezza ai danni di manifestanti o fermati, ampiamente documentati dai media, non determinino i medesimi esiti giudiziari di quelli commessi dai manifestanti.
Nel contenuto ma emblematico contesto valsusino tale discrasia assume caratteri macroscopici: migliaia di denunce e procedimenti penali avviati nei confronti di attivisti e simpatizzanti del Movimento Notav, anche e soprattutto per reati bagatellari, trovano immancabile sbocco in processi e sentenze, mentre le decine di querele, denunce ed esposti per gli abusi compiuti dalle forze dell’ordine, anche gravemente lesivi dei diritti e dell’incolumità dei manifestanti, non sono mai giunti al vaglio di un processo.
Il documentario “ARCHIVIATO. L’obbligatorietà dell’azione penale in Valsusa” affronta dunque il delicato tema della tutela giudiziaria delle persone offese dai reati commessi dagli agenti e dai funzionari appartenenti alle varie forze dell’ordine e per farlo si avvale di immagini e documenti, per lo più inediti.
Il filmato, all’inevitabile e drammatica rappresentazione delle violenze subite dai manifestanti nel corso delle operazioni di ordine pubblico condotte dalla polizia in Valsusa, fa seguire la narrazione del successivo iter processuale sino al suo disarmante e preoccupante epilogo.
Il lavoro è stato realizzato con il patrocinio di quattro associazioni:
Controsservatorio Valsusa;
Antigone – per i diritti e garanzie del sistema penale,
A buon diritto – associazione per le libertà
L’altro diritto – Centro documentazione su carcere, devianza e marginalità.
Interverranno:
C. Novaro – Avv. presso foro di Torino
V. Colletta – Avv presso Foro di Torino
P. Ferrua – Docente di Diritto Processuale Penale presso Unito
G. P. Voena – Docente di Diritto Processuale Penale presso Unito
A. Algostino – Docente di Diritto Costituzionale presso Unito
Successivamente dibattito con gli studenti presenti
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