Brasile: la resistenza di Pinheirinho
All’alba di questa mattina, 22 gennaaio, le squadre antisommossa della polizia militare di San Paolo sono entrare in azione per sgomberare la favela di Pinheirinho a San Jose dos Campos. Almeno 7 i morti negli scontri ancora in corso tra abitanti e polizia. Lo sgombero è avvenuto dopo che il giudice federale Carlos Alberto Antonio si era pronunciato favorevole a prendere possesso dell’area occupata dalla favela, respingendo i ricorsi, ma rimandando la decisione definitiva ad altre cariche del sistema giudiziario brasiliano. D’altronde con il fallimento dell’impresa immobiliare Selectale autorità dello stato federale di San Paolo non si erano mostrate inclini ad evitare lo sgombero e a continuare il percorso di riqualificazione urbana partecipato e avviato da un pezzo con la comunità degli abitanti. Per qualcuno dopo l’uscita di scena degli speculatori di Selecta il territorio di Pinheirinho deve aver assunto la forma del dollaro!
Ed i primi ad accorgersene sono stati proprio gli abitanti che già lo scorso 11 gennaio durante una grande assemblea avevano deciso ad acclamazione che la parola d’ordine e la pratica di lotta contro lo sgombero sarebbe stata “resistenza!”, e così è stato. [il video degli ultimi minuti dell’assemblea]
Da settimane si sono svolte numerose iniziative di lotta per denunciare il rapporto tra speculazione edilizia e sgombero: occupazione dell’autostrada, volantinaggi, iniziative sotto i palazzi delle autorità, presidi e tentativi di apertura di trattative. In questo modo il movimento di Perheirinho è riuscito a crescere e diverse organizzazioni di lotta e sindacati si sono uniti alla protesta portando le ragioni del movimento anche fuori lo stato federale di San Paolo.
Ieri in un volantino distribuito a San Jose dos Campos si poteva leggere: “la presenza fisica di tutti è fondamentale in questo momento. Le iniziative degli avvocati e le vie legali sono importanti, ma la presenza fisica è decisiva! Lo sgombero potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Domani vogliamo tutti gli attivisti presenti. Facciamo appello a tutte le organizzazioni e movimenti ad uscire domani per la città di San Jose dos Campos e partecipare alla resistenza di Pinheirinho. Questa è la nostra lotta! 100% Pinheirinho!”. I 9000 abitanti dell’immensa periferia facevano appello alla solidarietà e invitavano a salire sulle alte barricate di pneumatici che il movimento stava allestendo per resistere allo sgombero ormai percepito come imminente.
I plotoni dei reparti antisommossa della polizia militare hanno fatto ingresso nel grande quartiere coperti dall’alto da alcuni elicotteri ed hanno intimato di abbandonare immediatamente le case, le strade e le piazze. La risposta degli abitanti non si è fatta attendere e i primi cordoni di manifestanti hanno tentato di farsi strada per difendere le barricate. Protetti da scudi e caschi e con in pugno bastoni la prima fila della resistenza di Pinheirinho ha fronteggiato per ore l’incredibile dispositivo repressivo prima di fare i primi passi indietro. Lanci di pietre e pneumatici in fiamme da una parte e gas lacrimogeni sparati dagli elicotteri e dai celerini dall’altra. Poi le fucilate e i primi manifestanti cadono a terra uccisi dalla polizia (secondo le fonti del movimento si tratta di 7 ragazzi ma nelle prossime ore il conto potrebbe aumentare). I Feriti sono numerosissimi, tra loro bambini e donne incinta. Le associazioni per i diritti dell’uomo brasiliane parlano di un vero e proprio massacro che non sta risparmiando nessuno tra anziani e minori. Mentre la polizia tenta di avanzare e sigilla le case che sono finite sotto il suo controllo la prefettura di San Jose dos Campos non ha ancora inviato nessun funzionario che dia almeno qualche indicazione alle famiglie sgomberate. Il mix letale preparato dalle autorità contro gli abitanti di Pinheirinho sembra essere composto da repressione omicida e abbandono totale. Una vera e propria punizione esemplare contro una periferia ribelle che sta osando di opporre giustizia sociale e dignità agli interessi degli speculatori.
Seguiranno aggiornamenti.
Traduzione di una lettera scritta da una compagna al movimento.
GENTE, UNA COMPAGNA DELLA ZONA SUD DI SAO JOSE DOS CAMPS HA INVIATO UN RACCONTO SULLA SITUAZIONE DELLA GUERRA DEL PINHEIRINHO. QUESTO RACCONTO RIGUARDA LE ULTIME ORE.
Helena Silvestre
Continuano ad uccidere, picchiare,aggredire e umiliare donne, bambini, persone anziane qui a Pinheirinho. Siamo qui dalle 10 del mattino e già abbiamo visto cose assurde. Gente ferita per strada e ci lanciano bombe di gas urticante dagli elicotteri. Ci sono compagni morti, ancora non sappiamo il numero esatto ma almeno 3 sono confermati. Il numero dei feriti è impossibile da calcolare. Spari in ogni momento contro di noi. L’aria è irrespirabile tanti i lacrimogeni e il gas urticante. I Bambini non smettono di piangere. Il popolo è ferito ma è ancora forte. Siamo in lotta per i nostri diritti e per una società in cui non dobbiamo morire per avere una casa. Chi vuole solidarizzare, per favore, divulghi queste notizie attraverso e-mail e Facebook e pagine varie. Io ritorno in guerra.
Traduzione di una poesia sulla battaglia di Pinheirinho scritta in queste ore
I Pini Rossi
I pini del mondo hanno perso il loro verde caratteristico
Li ha fatti diventare rossi un maledetto politico!
Sangue di lavoratore
Nelle terre di uno speculatore
Neanche il profumo delle Arabie puliranno
Questo vile e codardo tradimento
Ne siamo certi: no, non ci saranno rielezioni!
Piange Pinheirinho!
Piange il Brasile! Piange il mondo
Reagisci Pinheirinho! Reagisci Brasile!
Si ribelli il Mondo
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