1000 No Tav alla fiaccolata di Buttigliera!
[da Infoaut.org] Ore 23.30: si è conclusa da poco la fiaccolata indetta dal movimento no tav a Buttigliera Alta, località della cintura di Torino.
Più di mille persone hanno partecipato all’inizativa decisa martedì sera a termine della prima assemblea tenutasi al nuovo presidio no tav costituitosi nei pressi della trivella poche ore dopo la sua installazione.
Una partecipazione che va, ancora una volta, al di sopra di tutte le aspettative e che ha visto una significativa presenza degli abitanti della zona. Questo a riprova del fatto che l’opposizione al Tav non è affatto appannaggio esclusivo, come in tanti vorrebbero credere (o farci credere) degli abitanti della Val di Susa (anche questa sera comunque presenti con molte delegazioni dei comitati), ma di come sia piuttosto un sentimento diffuso e radicato in un territorio ben più vasto. E l’hanno esemplificato bene stasera gli abitanti di Rosta, Buttigliera e dintorni, dimostrando di essere pronti anche loro a scendere in piazza non appena chiamati all’appello.
La fiaccolata ha preso il via dal nuovo presidio e si è poi diretta verso il centro del paese, facendo tappa davanti al Municipio. Il movimento ha inteso così contestare e chiedere spiegazioni al sindaco, il quale non aveva comunicato l’inizio dei lavori neanche ai suoi stessi consiglieri comunali. Ovviamente in questi tre giorni il sindaco si è sempre negato alle richieste di spiegazione dei suoi stessi concittadini. In tutta risposta, è stata dunque issata una bandiera no tav accanto alle altre bandiere istituzionali, azione simbolica che ben rappresenta la cifra della contestazione.
Giunti nuovamente al presidio, un’assemblea conclusiva ha indetto, nel caso in cui la trivella fosse ancora in azione (secondo le schede tecniche il sondaggio dovrebbe durare 6 settimane…), un nuovo appuntamento per domenica pomeriggio, per una passeggiata nei campi intorno alla trivella.
Leggi anche

La vostra vendetta non ci fermerà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026
Questa mattina a Torino e in alcune città italiane, diversi compagni e diverse compagne si sono svegliati con la polizia alle porte. Dodici perquisizioni, diciannove richieste di misure cautelari, dal carcere all’obbligo di firma, tutte però che andranno prima discusse con l’interrogatorio di garanzia. Il motivo è il corteo del 31 gennaio 2026, quando cinquantamila […]

OPERAZIONE SOVRANO: continuano le udienze
Lunedì 12 ottobre ripartirà dopo la pausa estiva il dibattimento nel processo d’appello a carico dell* imputat* del Movimento No Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda. Verranno nuovamente interrogati alcun* imputat*. L’udienza durerà tutta la mattina, quindi ogni momento sarà buono per raggiungere l’aula e portare la nostra solidarietà! Per 16 […]

Voci dalla marcia popolare Sant’Ambrogio Avigliana – sempre in aggiornamento
Marcia popolare No Tav: le voci dal corteo Un contributo di InfoAut – Confluenza Sabato 3 ottobre tantissimi giovani e meno giovani hanno preso parte alla marcia popolare da Sant’Ambrogio ad Avigliana, hanno sfilato insieme ai Sindaci dell’Unione Montana e ai comitati dell’Alta e Bassa Valle. In particolare a essere messa sotto l’obiettivo è la […]

Diecimila in marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana
Ci sono giornate in cui una valle intera decide di mostrarsi per quello che è.Ieri è successo tra Sant’Ambrogio e Avigliana. Un numero enorme di persone ha percorso insieme la Valsusa, in una marcia popolare che ha attraversato i due paesi portando in strada una cosa che forse è ancora più importante del numero dei […]

Fermiamo insieme l’Avigliana-Orbassano (VIDEO)
Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio. Ci raccontano che le priorità sono nuove grandi opere. Ma intanto l’acqua diventa sempre più preziosa, il clima cambia con eventi meteorologici sempre più violenti, l’aria che respiriamo continua a peggiorare, il suolo viene consumato senza sosta e i servizi essenziali vengono progressivamente impoveriti. Ci raccontano che mancano le risorse. […]
